Codroipo, Arte e spettacoli

Alla corte di Villa Manin swing e non solo

di Ilaria Mattiussi

©FB Les Babettes
Voci frizzanti e armoniche, sorrisi contagiosi e costumi studiati nel dettaglio possono diventare una macchina del tempo, proiettata sugli anni Trenta, Quaranta e non solo, mantenendo, però, un sapore decisamente moderno?
Anna De Giovanni, Chiara Gelmini ed Eleonora Lana, Les Babettes, ci dimostrano come si possa fare. Ne abbiamo parlato prima del concerto, proposto, con la formazione Mr. Wallace All Stars, domenica 7 luglio nel parco di Villa Manin di Codroipo.
Mesdames et Messieurs, attenzione: lo spettacolo è già cominciato!

Come ha avuto inizio la vostra avventura?
Eleonora: tutto è nato da un concerto delle Puppini Sisters a Bologna. Mi sono accorta di come queste tre ragazze portassero in scena, oltre allo swing, costumi, balletti e armonizzazioni particolari: una musica, insomma, difficile da fare, ma densa di teatralità e facile all’ascolto. Questo spettacolo mi ha affascinata, così ho contattato Chiara e Anna.
Da dove deriva il vostro nome?
Eleonora: il nostro nome è un’invenzione di Anna.
Anna: a Trieste, le “babe” sono ragazze pettegole. Abbiamo unito questo nome al finale, in “ette” tipico di molti gruppi swing. Il gioco di parole che ne è derivato, rappresenta anche il nostro intento ironico.
Come definireste il vostro stile?
Chiara: non abbiamo mai definito del tutto il nostro stile perché ne attraversiamo molti.
Eleonora: con questa formazione spaziamo dallo swing al Rock and Roll e al Rockabilly. Durante lo spettacolo interagiamo anche con due voci maschili, Leo Virgili e Mr. Wallace.
I vostri costumi e trucco richiamano una femminilità particolare.
Anna: sì, per noi questo è un bel gioco. Nel look, così come accade durante i nostri concerti, non seguiamo filologicamente una decade, ma mescoliamo vari elementi.
Vi ispirate a qualche gruppo in particolare?
Anna: abbiamo studiato alcuni trii del passato, ma cerchiamo sempre di aggiungere qualcosa di nuovo e personale.
Come avete incontrato la musica?
Chiara: non ricordo una data esatta, perché nella mia famiglia si è sempre suonato e cantato. Mia nonna, negli anni 30, faceva parte di un complessino nel quale suonava la chitarra. Insieme a altri componenti della sua famiglia, si esibiva durante alcune feste. Per quanto riguarda me, tutto è cominciato quand’ero molto piccola con il coro.
Eleonora: è stato proprio un coro di voci bianche a farmi incontrare Anna. Ho cominciato a suonare il pianoforte grazie a mia nonna, moglie di un violoncellista in carriera, e i miei studi sono proseguiti al conservatorio di Trieste, dove mi sono diplomata. Dopo alcune specializzazioni in orchestra e musica da camera, ora sono un maestro collaboratore. Per quanto riguarda il canto, ho frequentato le accademie di musical di Milano e Bologna e ora sono iscritta al triennio di canto jazz al conservatorio di Trieste.
Anna: la mia famiglia, pur non ascoltando molta musica, mi ha avviato al suo studio quando avevo cinque anni. Il canto, però, ha sempre occupato una posizione secondaria rispetto al violino, rimanendo comunque una mia grande passione.
In quale periodo della vostra vita avete cominciato ad ascoltare i brani che ora cantate?
Eleonora: verso la fine del liceo, quando mi sono imbattuta in big band e trii vocali.
Chiara: i brani degli anni Trenta e Quaranta non mi erano del tutto sconosciuti, ma li ho ascoltati più attentamente in seguito, quando mi sono avvicinata al loro studio.
Anna: a me è accaduto qualcosa di simile. Ora, però, ho cominciato anche a ballare questo tipo di musica, quindi il mio ascolto si è intensificato.
Vi siete esibite in molti luoghi diversi, dai teatri, ai festival, al palco di X Factor. Quale esperienza portate nel cuore?
Anna: non potrò mai dimenticare la tournée che, lo scorso autunno, ci ha portate in Cina, un contesto completamente diverso dal nostro.
Chiara: durante questi anni abbiamo conosciuto molti personaggi, uno per tutti Joe Bastianich con cui abbiamo condiviso alcuni concerti in Puglia. Questa collaborazione musicale è diventata anche una bella amicizia.
Eleonora: come trio, è stato un sogno collaborare con la Big Band. È complicato unire molti elementi, perché ci sono problemi logistici, di spazio e di budget, ma l’effetto finale vale le difficoltà da superare: condividere il palco con loro è un’esperienza che sono felice di aver realizzato. Ora sta diventando un appuntamento fisso e collaboriamo in modo assiduo. Tra l’altro molti componenti della formazione attuale fanno anche parte della Big Band, come lo stesso Mr. Wallace che ne è il direttore.
Quali sono i vostri sogni per il futuro?
Eleonora: abbiamo cominciato cantando per strada, accompagnate da una percussione, un contrabbasso e una chitarra, ora saliamo sul palco di festival e teatri e questo è già un successo pazzesco. Vorremmo poter fare nuove esperienze e continuare a divertirci ed a divertire durante i nostri concerti.

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Ultimo aggiornamento: 23/07/2019 23:06