Arte e spettacoli

C'era una volta... Sergio Leone

di Angelo Cannella

Nell’aprile del 1984 ci lascò un maestro del cinema mondiale ed artigiano della cinepresa.
Quando dici Sergio Leone, nella mente di tutti viene spontaneo pensare… “un genio”. Perché Sergio Leone è stato e sarà sempre ricordato come un genio della macchina da presa, in grado di affascinare con i suoi film, che in realtà sono stati veramente pochi (solo 6), gli spettatori di tutto il mondo.
Sono già passati più di trent'anni dalla sua morte e oltre novant'anni dalla sua nascita, ma lui viene ancora ricordato con mostre a lui dedicate, oltre che con la riproposizione dei suoi film che vengono continuamente trasmessi e che riscuotono sempre ottimi ascolti di share.
Questo perché nella sua breve vita (è morto a 60 anni) ha sempre lavorato come un artigiano della macchina da presa, attento al minimo dettaglio.
La sua passione per il cinema nasce fin da ragazzo e lo ha coltivata per tutto il resto della sua sfolgorante carriera, visto che per ogni film che produceva, vi era dietro un lungo lavoro di studio; infatti, pur non avendo fatto degli studi specifici, nel corso della sua vita ha sempre lavorato come un attento ed appassionato artigiano della “settima arte”.
Anche lui aveva i suoi miti, in primo luogo il cineasta giapponese Akira Kurosawa tant'è che il regista prese ispirazione proprio da un film del regista giapponese (“La sfida del samurai”) per ideare e realizzare uno dei suoi capolavori “Per un pugno di dollari”. Ricorda la moglie di Leone: "Sergio era irrequieto, alla ricerca di qualcosa che davvero avesse voglia di fare. Ricordo che quando andai con lui a vedere “La sfida del samurai”, ebbe su due piedi l’idea di trasformarlo in un western. Ne fu così entusiasta che non smetteva di pensarci. Ogni qualvolta era concentrato faceva a pezzetti un pacchetto di sigarette o qualsiasi cartoncino gli capitasse a tiro. Oppure mordicchiava un pezzo di carta. Beh, il tempo di essere arrivato a casa dal cinema e lui già stava facendo striscioline di carta e diceva tutto eccitato: “Sai, la storia di “La sfida del samurai” è tratta da un romanzo americano, e sarebbe stupendo rifarsi alla fonte originaria”.
Egli, da sempre appassionato dal mondo cinematografico (il padre Roberto Roberti, alias Vincenzo Leone, viene considerato un pioniere del cinema muto) ed in particolar modo di quello statunitense, fin da ragazzo scrive sceneggiature per film, come quella dal titolo Viale Glorioso, anche se mai prodotta.
Partecipa come comparsa appena diciottenne al celeberrimo film di Vittorio De Sica “Ladri di biciclette”, impersonando un prete.
Ma sicuramente, una delle fortune che ha contribuito a far amare i suoi film sono state sicuramente le colonne sonore di Ennio Morricone; infatti, il Maestro delle colonne sonore era legato da antica amicizia con il regista romano, in quanto era stati compagni di scuola alle elementari.
Fin da ragazzo ha collaborato con il padre per alcune produzioni cinematografiche e, dopo un periodo nel quale abbandonò la sceneggiatura, incominciò a collaborare come aiuto regista in diverse produzioni hollywoodiane, come il celeberrimo Ben Hur, film che vinse bel 11 premi Oscar; egli partecipò attivamente nella realizzazione della famosa scena della corsa delle quadrighe.
Ma in quel periodo a Cinecittà, era il periodo della Dolce Vita ben descritta da Fellini, venivano girati moltissimi kolossal ed il cinema italiano e mondiale era tutto concentrato lì; e fu sempre in quel periodo che Sergio Leone fu coinvolto nella realizzazione di un altro grande film come “Quo vadis” e soprattutto “Gli ultimi giorni di Pompei”, dove subentrò alla regia, vista la malattia che colpì il regista originario.
Grazie all'esperienza maturata, Leone firmò la sua prima regia con il film “Il colosso di Rodi” a cui seguirono i primi grandi successi con la sua invenzione degli spaghetti western, che da subito stregò il pubblico non solo italiano ma mondiale.
Infatti, nella realizzazione dei suoi film, Leone interpretò in maniera totalmente differente il concetto di spazio, allungando a dismisura la durata delle inquadrature, del silenzio e soprattutto dei primi piani.
Sicuramente sotto questo punto di vista Sergio Leone ha fatto scuola, dato che tantissimi registi moderni, da Scorsese a Quentin Tarantino (regista famoso per aver inventato il genere pulp), sono soliti indicare ai propri aiuto-regista nella realizzazione di una inquadratura dello sguardo dell'attore, utilizzare l'espressione “give me a Leone” ovvero una inquadratura profonda e persistente dello sguardo.
Incomincia a girare la famosa “Trilogia del dollaro” capolavori di livello assoluto del genere western, ovvero “Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più e Il Buono, il Brutto e il Cattivo”, che lanciò nel firmamento cinematografico Clint Eastwood.
Successivamente, dopo aver girato “Giù la testa”, altro grande capolavoro del regista, si dedicò alla sceneggiatura e alla produzione di diversi film come “Un sacco bello” e “Bianco rosso e verdone” del regista e attore Carlo Verdone, di cui era molto amico e come un padre aiutò Verdone nella realizzazione dei film, consigliandolo nelle scelte.
L'ultimo grande capolavoro prima della morte, avvenuta quando aveva 60 anni, fu “C'era una volta in America”, che ebbe grandissimo successo di pubblico e critica.
La più grande rivoluzione di Leone è stata quella di avere reinventato il linguaggio cinematografico. Ha creato un nuovo tempo, non più fondato sulla sintesi ma sulla dilatazione. Ha sperimentato tutte le possibilità dell’inquadratura (dal campo lungo al primissimo piano), arricchendo il lessico del cinema di variazioni fino ad allora mai esplorate così radicalmente.
Nelle pellicole di Sergio Leone i suoni assumono una valenza figurativa e spaziale, anche se il parlato è ridotto ai minimi termini, i suoi dialoghi sono memorabili e hanno segnato l’immaginario collettivo.
Il regista disse: “Direi che se è vero che ho creato un nuovo tipo di western, inventando personaggi picareschi in situazioni da epopea, è stata la musica di Ennio Morricone a farli parlare”.

Ultimo aggiornamento: 03/06/2020 03:47