Regione

Governi regionale e nazionale... alcune considerazioni

di V.G.

Come si sta operando e soprattutto cosa potrebbe accadere per il futuro?
Alcune brevi considerazioni sugli atti decisionali della giunta regionale scaturita dalle elezioni del 29 aprile 2018 e del governo nazionale nato dopo una lunga crisi a seguito del responso elettorale del 4 marzo 2018.
La Giunta Regionale presieduta da Massimiliano Fedriga si è messa subito al lavoro con energia e determinazione. Le riforme che vengono delineate non prevedono stravolgimenti, ma robusti e consistenti cambiamenti di quelle esistenti: sanità, autonomie locali, tanto per citare le prime e altre che si intravvedono a cominciare dal settore delle attività produttive e del cosiddetto terziario come ad esempio il commercio od il turismo. Questo è non solo importante, ma positivo, perché diversamente e per l’ennesima volta, il delicato meccanismo che regola i rapporti istituzionali o il tessuto economico-produttivo e sociale, verrebbe sottoposto a scossoni dagli esiti imprevedibili, se non dannosi. Inoltre, il metodo usato è quello del dialogo, del confronto serrato, ma proficuo, tra tutti i soggetti politici o di categoria interessati. I risultati si cominciano a percepire con un clima decisamente più sereno e produttivo. La manovra di bilancio 2019 prossima alla discussione in aula, chiarirà ulteriormente le scelte operative di fondo, le tempistiche e soprattutto le risorse finanziarie per realizzarle.
Ben diversa appare la scena politica nazionale dove il governo presieduto dal prof. Giuseppe Conte, con i due esuberanti vice, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, annaspa nella scelta di varare la legge di stabilità ( o meglio di bilancio 2019 ) senza incorrere nella procedura di infrazione prevista dagli organi comunitari europei per deficit eccessivo. Come andrà a finire? Sicuramente se prevarrà il buon senso ed un sano realismo, bisognerà porre mano alle previsioni di bilancio. Infatti, per portare a casa alcune scelte come la flat tax, l’ulteriore riforma delle pensioni con l’introduzione della cosiddetta quota 100 ed il reddito di cittadinanza che sono le tanto sbandierate promesse elettorali dei due partiti di governo, cioè i 5 Stelle e la Lega, il rapporto deficit - PIL ( Prodotto Interno Lordo ) è stato spostato al 2,4 %.
Il fatto potrebbe risultare anche meno rischioso delle fosche ipotesi di questi giorni, se lo sforamento del tetto previsto, fosse stato fatto con scelte diverse, ma finalizzate a sostenere attraverso tangibili investimenti, i settori produttivi come l’industria, le varie imprese artigianali, commerciali e di tutto il terziario. In questo modo infatti, si rimetterebbe in moto un circuito virtuoso in grado di favorire la crescita economica, assolutamente indispensabile per garantire o creare posti di lavoro. Non solo, ma finalmente si creerebbero le condizioni per uscire da una crisi rivelatasi troppo lunga e devastante. Se invece si vuole privilegiare l’assistenzialismo fine a se stesso e si coltivano le reciproche clientele elettorali, credo non si andrà da nessuna parte, anzi si potrebbe fare molto male all’Italia e a tutti gli italiani! Qui sta il vero snodo politico! Qui si capirà se, al di là di alcuni provvedimenti legislativi come il “Decreto Dignità” dagli esiti contradditori, forse dannosi e altri validi come il Decreto Sicurezza, il Governo con la maggioranza che lo sostiene, saranno in grado di andare avanti, rilanciando l’attività e perseguendo nei fatti il bene del nostro paese!
Non ci resta dunque che attendere, incrociando le dita…

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Ultimo aggiornamento: 15/12/2018 16:38