Codroipo, Regione

Le prossime comunali, occasione per reiventare la politica

di GV

Senza entrare nel merito delle varie candidature con le relative dinamiche e che sono legate alle ormai prossime elezioni amministrative di importanti comuni della nostra regione, tra cui anche Codroipo, seconda città friulana per numero di abitanti dopo Udine, mi limito ad alcune brevissime considerazioni. 
La scelta degli uomini ed in primis dei candidati sindaci, avviene sempre troppo tardi, quasi nelle ultime giornate prima della scadenza, senza dunque aver svolto i necessari approfondimenti ed è spesso caratterizzata da impostazioni di carattere personale più che politico o programmatico. 
Il concetto di condivisione tra forze che si spera siano omogenee per la scelta dei primi cittadini, è piuttosto labile. Molte volte, tutto viene calato dall’alto o imposto senza un reale coinvolgimento dei semplici simpatizzanti e militanti dei vari partiti o movimenti. Il risultato apparso in tutta la sua evidenza, è quello della disaffezione e del disinteresse dei cittadini, fino al punto che trovare i componenti delle varie liste, diventa un’impresa difficilissima, quasi impossibile. In assenza di veri partiti strutturati e radicati nel territorio in grado di selezionare e formare una classe dirigente preparata e adeguata, regna l’improvvisazione, la confusione e, spesso, l’incapacità con le conseguenze facilmente intuibili. 
La furbizia, peraltro frutto di visioni mediocri e di corto respiro, prevale negli atteggiamenti opportunistici di chi proclama una scelta e poi nella pratica, cambia in modo diametralmente opposto. A quel punto, il livello di credibilità di questi candidati o esponenti politici, appare piuttosto basso. 
Pochi affrontano il tema dei programmi, delle idee o dei progetti per un territorio che intendono rappresentare. Anzi, spesso ci si limita a spot e sparate comunicative, senza un minimo di attendibilità o di reale possibilità attuativa. 
La democrazia partecipativa presuppone tempo da dedicare allo studio, alla riflessione e alla ricerca, oltre alle discussioni che sono assolutamente necessarie per trovare assieme ai cittadini, le soluzioni migliori. Questo è sicuramente faticoso, ma indispensabile se si vuole essere veramente utili ed all’altezza dei compiti a cui si ambisce e per i quali ci si candida. Essere votati, non può essere solo l’impegno dell’ultima settimana prima del voto, ma richiede una presenza e una visibilità nella vita sociale o pubblica, costante nei mesi, se non negli anni. 
Un aspetto particolare è poi quello dei nominati come assessori esterni che ha una sua logica giusta se si vuole premiare una riconosciuta professionalità in determinate materie o ambiti, uscendo dalla schiera degli eletti. Se invece e come accade spesso, questo nomine sono un espediente per inserire personalità che non sarebbero mai elette in quanto prive di un adeguato consenso, l’effetto derivante è quello di alimentare, ancor di più, la sfiducia ed il senso di inutilità nei cittadini. 
Appare quindi come imprescindibile che il sistema politico attuale a tutti i livelli, ma in questo caso a partire dalle realtà comunali che sono quelle maggiormente a contatto degli utenti, cambi come stile, metodi, impostazioni e scelte. Se questo non avverrà con la consapevolezza ed il coinvolgimento di tutti,  l’astensionismo aumenterà ancora fino a restare, il primo partito italiano. 
Sta a ciascuno di noi cambiare rotta e fare la propria parte con tenacia, disponibilità, ma soprattutto umiltà.

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Ultimo aggiornamento: 17/05/2022 12:14