Economia

Il Recovery Fund, come funziona e qual è il vero significato?

di G.V.

Grazie all’informazione massmediatica, possiamo tentare alcune risposte. Con l’arrivo del Coronavirus l’intero Vecchio Continente ha iniziato a domandarsi cos’è il Recovery Fund e come funziona questo particolare strumento che, in linea di massima, potrebbe essere definito come un mezzo per sostenere l’economia europea e quella dei singoli Paesi più colpiti dalla pandemia. Fondo di recupero, questo il significato letterale di Recovery Fund, strumento più volte richiesto dall’Italia con l’obiettivo di arginare l’impatto devastante del Coronavirus. 
Questa, però, non è stata un’impresa facile. Le opposizioni tra i rigidi Paesi del Nord, come l’Austria e l’Olanda, e quelli del Sud più colpiti (come l’Italia e la Spagna) sono emerse con prepotenza. Le discussioni maggiori si sono concentrate sul MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, sugli eurobond e anche sul Recovery Fund. I membri settentrionali dell’Unione si sono espressi contro qualsiasi forma di condivisione del debito mentre quelli meridionali si sono mostrati più aperti in tal senso visto anche lo stato dei loro conti pubblici. 
Qualche tempo fa la Francia e, a sorpresa, la Germania hanno avanzato una prima proposta sul fondo di recupero basata esclusivamente su concessioni di denaro a fondo perduto. Poi, qualche giorno dopo, è arrivato il progetto di Olanda, Austria, Danimarca e Svezia, al quale ha fatto seguito quello della Commissione europea nel quale sono stati inseriti sia finanziamenti che concessioni a fondo perduto. 
Tutti questi progetti sono stati discussi dal Consiglio europeo di luglio che, dopo intense giornate di discussioni e scontri, ha finalmente partorito l’agognato accordo. 
Il Recovery Fund nasce da una vecchia proposta francese elaborata con lo scopo di emettere i Recovery Bond, con garanzia nel bilancio UE. Il tutto condividendo il rischio, ma solo guardando al futuro, senza una vera mutualizzazione del debito passato. Al centro della questione, dunque, sempre titoli di debito, ma con questa “leggera” differenza. Il finanziamento del fondo è stato progettato attraverso la raccolta di liquidità data dall’emissione dei Recovery Bond. Per sapere come funzionerà a tutti gli effetti questo fondo, il vecchio continente ha dovuto aspettare l’esito del Consiglio europeo di luglio nel quale è stato elaborato un piano da 750 miliardi di euro così suddivisi: 390 miliardi di sovvenzioni. 360 miliardi di prestiti. I soldi saranno reperiti grazie all’emissione di debito garantito dall’UE e arriveranno soltanto nel primo trimestre del 2021. Una vera e propria svolta per il blocco. Dunque, i soldi ci sono. Non tanti quanti ne occorrerebbero per il rilancio di un’economia dissestata, non tutti nei tempi necessari, ma ci sono. La giornalista Ritanna Armeni nella rubrica “Questioni di politica” del Messaggero di Sant’Antonio così sintetizza efficacemente: ”Al governo, alla classe politica ora il compito di spendere bene questi finanziamenti, di usarli davvero per il rilancio del paese e per uscire dalla drammatica crisi in cui siamo piombati. I dati sul Prodotto Interno Lordo con una riduzione attuale di circa il 9 per cento e le previsioni della Banca centrale sono allarmanti. Il nostro debito pubblico, già abnorme, potrebbe salire al 160 per cento. Ma va chiarito che il denaro che l’Europa elargirà non è un regalo perché sono risorse e che ogni paese, incluso ovviamente l’Italia, ha versato e che ci vengono restituite. Si tratta di un debito che contraiamo e che va onorato. Per questo il nostro paese ha bisogno di un progetto generale d’investimenti, di una visione d’insieme, di un rilancio che riguarda tutti i settori economici e sociali e che risponda alla domanda cruciale: quale lavoro e quale futuro per i giovani? Si tratta dunque di ricostruire il nostro stato la cui economia è in gran parte distrutta o poco concorrenziale. Di riparare alle ingiustizie che la pandemia ha acuito e di immaginare l’Italia del futuro. Non è poco, ma è ormai ineludibile”. 
Nulla da aggiungere o da commentare se non l’auspicio che finalmente l’Italia e noi italiani, si possa veramente essere all’altezza di questa importante sfida!

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Ultimo aggiornamento: 28/10/2020 15:43