Codroipo, Sociale

La stanza degli abbracci inaugurata all'Asp Moro

di Pierina Gallina

Taglio del nastro senza assembramenti ma carico di coinvolgente emozione, soprattutto nel momento in cui Fortunato Tonin, presidente dell’Associazione Alzheimer, insieme alla figlia Valentina, ha potuto abbracciare la moglie Antonella Vegnaduzzo, ospite della Casa di Riposo.
Ho visto l’amore nutrire e veicolare il loro incontro, quello che nemmeno la malattia sa distruggere. Dal 7 marzo, Fortunato e Antonella, genitori di Federica, Giulia e Valentina, e nonni di Eleonora, Matilde e Giovanni, non si toccavano. Da tre mesi non si vedevano, dato che Antonella aveva dovuto debellare il Covid.
Antonella, classe 1952, per 40 anni ha insegnato con dedizione alla scuola primaria di Codroipo. Appassionata di pittura, si è dedicata con successo all’acquerello. A 53 anni, i primi segni di una malattia che non le ha lasciato margine di miglioramento: l’Alzheimer. Da allora, Fortunato e le figlie le hanno dedicato ogni energia ma, dal 4 luglio 2019, hanno dovuto, loro malgrado, collocarla al Centro Alzheimer, all’interno della Casa di Riposo.
“Ti voglio bene, ti voglio bene” è stata la parola chiave dell’incontro, finalmente ravvicinato e tanto atteso. L’emozione si è espansa ai collaboratori della struttura e ai presenti: i sindaci Nicola Locatelli di Camino al Tagliamento e Fabio Marchetti di Codroipo, il presidente Asp Moro Giovanni Castaldo, il direttore della casa di riposo Valentina Battiston e di Bruna Mattiussi, direttore del Distretto.
“Il tocco è importante quando manca la parola come veicolo di espressione. Toccarsi fa fiorire la primavera” ha dichiarato Fortunato. Antonella, alla fine, aveva il viso roseo, illuminato, e salutava mandando baci con tutta se stessa.
Passeranno almeno venti giorni prima che possano rivedersi, ma l’essersi abbracciati, toccati, scambiati sorrisi e lacrime, consentirà loro di alleggerire l’attesa di un’altra mezz’ora insieme. Anche se divisi da teli di nylon trasparente,
D’ora in avanti, a Codroipo, nella Casa di Riposo Daniele Moro, dichiarata “covid free”, la nostalgia dei cento ospiti e dei loro familiari sarà mitigata dalla stanza degli abbracci. Cos’è? È una installazione quadrata, di nylon trasparente, inserita nella sala riunioni. Ha due fori rotondi dove il familiare mette le mani che raggiungono il proprio caro, ospite della struttura. Diventa, quasi, una magia guardarsi negli occhi, toccarsi, sorridersi e, perché no, lasciarsi andare all’emozione. Dal 7 marzo 2020, infatti, le visite erano consentite su appuntamento e per mezz’ora. Da dicembre, erano state sospese del tutto.
Dal 30 gennaio 2021, grazie alla donazione di un benefattore anonimo, cinque ospiti al giorno potranno vedere i propri familiari, due al massimo su appuntamento per un tempo stabilito.
Ho avuto l’onore di assistere a un evento unico, ricco di speranza e di quel sentimento straordinario che solo il grande amore conosce.
Ultimo aggiornamento: 07/03/2021 17:24