Sociale

Nuova ondata del Coronavirus, tra paure, rabbie ed incertezze

di GV

L’ondata di ritorno dell’epidemia da Coronavirus induce ad una serie di considerazioni.
Ricorro ad un articolo pubblicato sulla rivista scientifica statunitense Science, segnalatomi da amici di professione medica e che può chiarire. “Mentre i casi di covid-19 aumentano e minacciano di sovraccaricare i sistemi sanitari, buona parte d’Europa ha adottato misure simili per ridurre i contatti umani” e purtroppo “la maggior parte dei paesi sta reagendo senza piani a lungo termine, cercando semplicemente di evitare il peggio. Le autorità pubbliche hanno opinioni diverse su quali siano i modi migliori per fare nuovamente scendere i numeri, e quanto basso sia il numero al quale debbano mirare. E nessuno sa cosa ci riservi il futuro. In mancanza di un vaccino che risolva la situazione, i diversi paesi rischiano di fare i conti con una sfiancante serie di confinamenti: un continuo saliscendi che potrebbe devastare l’economia. Quindi non c’è alcuna strategia. L’Europa ha risposto alla pandemia basandosi maggiormente sulla scienza rispetto agli Stati Uniti, ma a differenza di molti paesi asiatici, è stata incapace di evitarne il ritorno. Invece di usare l’estate per ridurre praticamente a zero il numero di casi, l’Europa ha festeggiato la stagione delle vacanze. È sembrato che le persone avessero smesso di avere paura del virus, hanno sempre più spesso trasgredito le regole relative sul distanziamento sociale, sull’uso delle mascherine e sull’opportunità di tenersi lontani da grandi assembramenti di persone. Il fatto però che la vita si sia perlopiù trasferita al chiuso, nelle ultime settimane, ha probabilmente aiutato il riemergere del virus, che potrebbe essere favorito anche dall’aria più fredda. La maggior parte degli scienziati sostiene che i confinamenti siano inevitabili se l’Europa vuole evitare che i sistemi sanitari collassino, anche se non è necessario che siano drastici come in primavera. La prima ondata di confinamenti ha fornito altre lezioni. Tanto per cominciare, formulare il dibattito come una scelta tra sanità pubblica ed economia è sbagliato, perché sul lungo periodo avere una diffusione incontrollata, è molto peggiore per l’economia!”.
A tal riguardo però, se si vuole intuire dopo le inevitabili ripercussioni, come potrà verificarsi una possibile ripresa economica, le dichiarazioni di dueimportanti esponenti della Commissione Economica possono aiutare. Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo afferma: “La produzione economica dell'UE non tornerà ai livelli precedenti alla pandemia prima del 2022. Ma in questo periodo di turbolenze abbiamo dato prova di fermezza e solidarietà. Sono state concordate misure senza precedenti per aiutare i cittadini e le imprese. Abbiamo varato un fondamentale pacchetto per la ripresa, NextGenerationEU, incentrato sul dispositivo per la ripresa e la resilienza, al fine di assicurare un ingente sostegno alle regioni e ai settori maggiormente colpiti. Mi appello ora al Paramento europeo e al Consiglio perché concludano rapidamente i negoziati, in modo che il flusso degli aiuti economici possa iniziare a scorrere nel 2021, permettendoci di investire, riformare e ricostruire insieme”. Paolo Gentiloni, Commissario per l'Economia, "Dopo la più grave recessione della storia dell'UE, che ci ha colpito durante la prima metà di quest'anno e il forte recupero registrato in estate, la ripresa dell'Europa è stata interrotta a causa della recrudescenza dei casi di COVID-19. La crescita tornerà nel 2021, ma ci vorranno due anni prima che l'economia europea possa raggiungere un livello vicino a quello precedente alla pandemia. Nell'attuale contesto contrassegnato da un elevatissimo grado di incertezza, le politiche economiche e di bilancio nazionali devono continuare a sostenere la ripresa, costi quel che costi!”
Speriamo sia proprio così ed incrociamo le dita…
Ultimo aggiornamento: 24/11/2020 11:29