Poesia

Otto dicembre

di Antonio Bruni

Dalle tue mani lavide
attendo una goccia di pianto 
lacrima inscavata 
che i miei occhi intristiti di superbia
non riescono a spremere  
da passioni insensate,  da soddisfazioni nevrotiche
da dolori sconosciuti, da sicurezze di niente.
Sento il tuo lamento per la vita negata
angoscia di donna racchiusa in mantello
fragile involucro di universi esplosivi
che una mano pietosa
riavvolge e rassicura.
Ho visto di sera persone e candele
cercarti in bisbiglio;
anch’io di lato a un banco
ti guardo e attendo incapace di pregare:
non so cosa chiedere se non la dolcezza
di piangere una sola delle tue lacrime.
 
da "Il filo di lana", 1986 

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Ultimo aggiornamento: 18/06/2019 01:49