Camino al Tagliamento, Lettere

Lettera aperta all’arcivescovo Mazzocato

di Astrid Virili

Oratorio di Camino
Eccellenza reverendissima,
In qualità di direttrice del consiglio pastorale le scrivo da queste pagine per esprimere la mia solidarietà ai giovani della parrocchia di Camino, alle loro famiglie e a tutte le persone che soffrono per la situazione di crisi in cui si trova la nostra comunità.
Monsignor Battisti nel 1997 così definiva i compiti del consiglio pastorale: “non si limiterà a"consigliare" il parroco ma, sotto la sua guida, condividerà la responsabilità della parrocchia. In esso tutti i membri dovranno essere realmente corresponsabili della vita della comunità eprotagonisti attivi dell'azione pastorale.”
E’ questo senso di corresponsabilità, molto vivo nella nostra comunità non solo nel consiglio pastorale ma anche in tanti laici impegnati in parrocchia, che mi spinge a rivolgermi a lei.
Lo scorso agosto ho potuto partecipare al soggiorno montano a Lorenzago, e sono rimasta colpita dall’impegno del gruppo degli animatori, che si sono messi 24 ore su 24 al servizio dei ragazzi e fanciulli più piccoli in un clima di solidarietà davvero ammirevole. Non si è trattato di una semplice vacanza ma di una iniziativa dal valore educativo altissimo, in grado di lasciare una impronta indelebile nel cuore di un giovane, ma il parroco non l’ha ritenuta degna di alcun sostegno né economico né morale.
Lo stesso impegno ed entusiasmo i giovani lo mettono in tutte le loro iniziative, che sono numerose durante tutto l’anno, ma troppe volte si sono scontrati con le difficoltà e gli ostacoli creati da colui che per loro dovrebbe essere pastore e guida, cioè proprio il parroco.
Ora una grande preoccupazione desta in me e in tanti fedeli la situazione dell’oratorio, e in generale della pastorale giovanile. A pochi giorni dalla partenza dell’attuale coordinatore Alessandro Valoppi, che si trasferirà fuori regione per motivi di studio, resta ignoto il futuro delle attività dell’oratorio.
Anche la situazione della scuola materna, con la gestione poco trasparente, è un altro grave motivo di preoccupazione per le nostre famiglie.
E’ passato quasi un anno dall’elezione del nuovo consiglio pastorale e in questo arco di tempo ci sono stati solo 3 incontri, in cui non si è mai parlato di pastorale giovanile e nemmeno di catechesi, carità, famiglia, ma solo di questioni riguardanti la liturgia. L’ultimo incontro si è svolto ormai sei mesi fa, da allora tutte le decisioni sono state prese dal parroco senza consultarci.
Carissimo arcivescovo, in più occasioni nelle sue lettere pastorali lei si è espresso per un impegno di tutti a favore dei bambini, dei ragazzi e dei giovani. Le ho rilette in questi giorni e vi ho trovato tante testimonianze della sua sensibilità verso i giovani, che vorrei citare anche qui per chi non le conoscesse.
“Una grande opera di misericordia è non stancarci di promuovere nelle nostre comunità un'alleanza educativa a favore dei figli che crescono. Ripeto quanto da anni sto dicendo: non abbandoniamo il campo dell’educazione!”
“Non abbiamo nulla di più bello da offrire ai nostri figli che la scoperta e la conoscenza di Gesù, per entrare in rapporto di fede con Lui, l’unico modello da imitare. Se riusciremo in questa opera avremo raggiunto due grandi obiettivi: avremo educato bene i nostri figli e avremo assicurato un domani alla Chiesa in Friuli, che avrà un futuro solo se riuscirà a trasmettere la propria fede alle nuove generazioni.”
“Anche se riconosciamo povera la nostra fede e poco coerente la vita, non possiamo abbandonare i piccoli.”
“Genitori e figli hanno bisogno di comunità accoglienti che inseriscono i più giovani dentro una rete di rapporti sinceri che hanno nella fede in Gesù il loro centro di coesione.”
“L’impegno instancabile per l'educazione dei nostri figli è uno straordinario atto di speranza. Non vogliamo in alcun modo lasciarci demoralizzare dalle difficoltà ma continuare a collaborare con lo Spirito Santo che, prima di noi, continua ad agire nelle menti e nei cuori dei nostri figli. Essi, nonostante tutto, sono aperti al futuro spinti dall'insopprimibile speranza di poter scoprire che si può vivere per un amore eterno, di cui portano il presagio nel cuore.”
Questi princìpi sono molto sentiti nella nostra comunità, è il futuro della nostra parrocchia che ci preoccupa e che abbiamo a cuore.
Carissimo arcivescovo, io non so dire se la mia fede sia ricca o povera, se la mia vita sia più o meno coerente, ma so per certo che non posso, non possiamo abbandonare i piccoli e i giovani.
Confido nel suo intervento, lei è l’unico che può sbloccare la situazione di disagio profondo in cui si trova la nostra comunità, e le chiedo di non lasciare inascoltati gli appelli dei giovani e delle loro famiglie.

Con i miei più rispettosi saluti
Astrid Virili
Direttrice del consiglio pastorale
della parrocchia di Camino al Tagliamento

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Ultimo aggiornamento: 26/09/2017 14:43