Lettere

Le Sardine, una novità nella politica italiana?

di VG

Movimento spontaneo o pilotato? Chi sono e perché questo nome così insolito?

Tra le novità politiche di questo ultimo periodo, si può annoverare il movimento delle cosiddette sardine, nate in forma pubblica il 15 novembre 2019, nella Piazza Maggiore di Bologna con la presenza di oltre seimila persone strette a fatica, come “sardine” appunto. Lo scopo era quello di protestare contro il leader leghista, Matteo Salvini, che dalla stessa città lanciava la campagna elettorale del Carroccio in vista delle regionali in Emilia Romagna. Secondo i ragazzi bolognesi che l’hanno inventato, si tratterebbe di un movimento spontaneo, senza bandiere, più un “anticorpo che un vero gruppo politico”. Ma pur sempre un movimento che si contrappone alla Lega e che è andato avanti, riempiendo le piazze prima di Modena e poi di tante altre città italiane, arrivando fino a Piazza San Giovanni a Roma, per poi tornare di nuovo a Bologna prima delle elezioni regionali. Le immagini delle piazze gremite sono diventate virali sui social con molti apprezzamenti, ma anche critiche da parte di chi ha insinuato dubbi sulla presunta "spontaneità". Le iniziative di eventi e flash mob legate alle sardine, si stanno moltiplicando sui social media, dove sono nati diversi gruppi locali. Ed il movimento inizia a darsi una struttura, con referenti territoriali e un programma in 6 punti. Ragazzi normali e senza un passato da militanti che dall'idea di una notte insonne hanno conquistato le prime pagine dei giornali. Mattia Santori, 32 anni, laureato in economia e diritto, per primo ha avuto l'idea del movimento ed ha contattato i suoi ex coinquilini: Giulia Trappoloni, fisioterapista, 30 anni; Roberto Morotti, ingegnere impegnato nel riciclo, 31 anni; Andrea Garreffa, guida turistica, 30 anni. Trasformare l'idea di una notte in realtà non è stato facile, considerando che gli organizzatori hanno impiegato solo sei giorni. I quattro trentenni hanno raccontato di aver promosso l'idea sui social, ma anche attraverso il volantinaggio e la creazione di speciali "banchi del pesce" dove hanno distribuito sagome di sardine in cartone a promozione dell'evento. Mattia Santori, bolognese, non è mai stato iscritto ad alcun partito e lavora nel campo della ricerca per i mercati energetici. Divenuto il leader, da settimane rilascia interviste e rappresenta le sardine in ambito pubblico. Spiega che il significato metaforico delle sardine allude al caratteristico "silenzio" dei pesci, contrapposto agli "urlatori" dei comizi politici. Il primo manifesto programmatico contiene  6 punti: 1° “chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a lavorare”; 2° “chiunque ricopra la carica di ministro comunichi solamente nei canali istituzionali”; 3°  “trasparenza dell’uso che la politica fa dei social network”; 4° “il mondo dell’informazione traduca  tutto lo sforzo del movimento in messaggi fedeli ai fatti”; 5° “ la violenza venga esclusa dai toni della politica in ogni sua forma verbale o fisica”; 6° “l’abrogazione del  decreto sicurezza”. Le sardine non vogliono diventare per ora un partito e non vogliono affiliarsi a nessuna realtà politica. Ma il dialogo con il centrosinistra non viene escluso in futuro anche perché appare a tutti evidente come tale movimento ha supplito di fatto alle carenze, se non alla totale assenza, in particolare del PD, nel dibattito che riguardava alcuni temi giudicati eticamente sensibili. Inoltre, dopo le elezioni regionali, questo processo potrebbe vedere nuove tappe con le sardine che dovranno riunirsi nuovamente per decidere “cosa fare da grandi”. Comunque vada a finire e qualsiasi giudizio si possa esprimere nel merito, una certa novità le sardine lo hanno sicuramente prodotto. E questo è un dato di fatto.


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Ultimo aggiornamento: 26/02/2020 09:37