Regione, Lettere

L’anacronismo dei Com.It.Es, un'istituzione da ridefinire

di Daniel Vezzio, Presidente Fogolâr Furlan di Lione - Francia

Gli organi di rappresentanza degli italiani all’estero nei rapporti con le rappresentanze consolari sono da rivedere.
A Lione in Francia lo scorso 5 marzo si è svolta la missione del Direttore generale per gli italiani all’estero della Farnesina, Luigi Maria Vignali, che, assieme al Console Generale d’Italia a Lione, Pierangelo Cammarota, al presidente del Com.It.Es, Angelo Campanella, e ai numerosi presidenti di associazioni italiane che operano nella circoscrizione consolare di Lione, hanno dato vita ad una riunione durante la quale sono stati affrontati diversi temi, dal miglioramento dei servizi consolari per 17 regioni francesi alla nuova mobilità, dal sistema Fast-It alla digitalizzazione.
La presenza di Vignali alla Casa degli Italiani di Lione sia stata molto apprezzata dalla comunità italo-francese, i cui rappresentanti hanno potuto esprimere liberamente idee e criticità ad un’autorità di alto livello del Ministero degli Affari Esteri. Tutte le tematiche sono state affrontate in maniera vivace. Le associazioni, infatti, hanno espresso con vigore la loro visione generale sugli organi istituzionali italiani a Lione, in particolare sul Com.It.Es locale. I Com.It.Es sono i Comitati degli Italiani all’Estero, organismi di rappresentanza istituiti nel 1985 dalla Legge n. 205 del 1985, attualmente disciplinati dalla Legge n. 286 del 2003. I Com.It.Es sono eletti dagli italiani residenti all’estero in ciascuna Circoscrizione consolare in cui risiedono almeno tremila connazionali iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero).
Il Direttore generale Vignali ha preso nota delle criticità espresse dai vari rappresentanti della comunità di Lione che, con molta convinzione, hanno espresso l’urgente necessità di una riforma profonda della legge che ha costituito i Com.It.Es. Infatti, la legge sembra obsoleta, anacronistica e drammaticamente vorace di fondi pubblici italiani, che sono già vicini al collasso. Il possibile “default” è stato un tema battuto durante l’incontro, coi presidenti delle associazioni italiane di Lione che hanno dato la prova del loro civismo e senso delle responsabilità chiedendo di mettere un termine a sprechi e dilapidazioni inverosimili a danno dei contribuenti italiani.
A tal proposito, le associazioni lionesi hanno mostrato l’intenzione di contattare deputati e senatori affinché esaminino i costi e misurino l’efficacia ed i risultati della legge del 1985 sui Com.It.Es. Speriamo sappiano ascoltare perché il treno degli sperperi dovrebbe fermarsi, anche se è vero che un treno che corre da 35 anni non si ferma facilmente.

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Ultimo aggiornamento: 14/07/2020 11:54