Rivignano-Teor, Lettere

Villa Savorgnan Otellio: e ora? 

di La compagnia dello Stella

Villa Savorgnan Otellio
©Comune di Rivignano Teor

È giusto esprimere soddisfazione per l'attuale svolta, dopo trent'anni d'attesa, nella vicenda di Villa Otellio: ora però si apre una sfida affascinante ed anche rischiosa che vede coinvolte tutte le comunità della Bassa Friulana. Si dovrà non solo restaurare le strutture, ma soprattutto pensare se fare di questo simbolo solo un monumento, o piuttosto una ricchezza culturale viva, primo tassello per rivendicare la promessa ormai cinquantennale di un Parco Naturale dello Stella. Sin da subito è doveroso farsi una domanda: cosa diventerà Villa Otellio? Quale sarà la sua destinazione d'uso? Di questo tema si è parlato ancora troppo poco, mentre è evidente che non si tratta di un elemento di secondo piano. La Compagnia dello Stella, con uno sguardo ampio, allargato a tutto l'ambito dello Stella, ha maturato qualche idea a riguardo ed è pronta a offrirle alla comunità e a farsene carico per certi aspetti. Perché non pensare, ad esempio, ad un ecomuseo, un'istituzione culturale agile, che assicuri in forma permanente le funzioni di ricerca conservazione, valorizzazione dei beni naturali e culturali rappresentativi dell'ambiente della Bassa e dei modi di vita che lì si sono succeduti? Un ecomuseo sarebbe il museo del tempo e dello spazio di questo territorio, un luogo di incontro e di scambio frutto del rapporto costruttivo tra la popolazione, la sua amministrazione e un'equipe pluridisciplinare di esperti. Oppure – forse con qualche ambizione in più – la Villa potrebbe diventare sede di una Fondazione che abbia come scopo lo studio, la conservazione e la valorizzare della memoria collettiva arenatasi nel corso del tempo sulle rive del fiume Stella, spina dorsale per tanti secoli delle comunità e del territorio che lo ospitano. La Fondazione potrebbe farsi promotrice di linee d'intervento coerenti per uno sviluppo futuro di questo territorio. In questa direzione, si potrebbe sfruttare la legge Lunardi sulle grandi opere, attingendo al 3% previsto dai finanziamenti per opere che ricadano culturalmente sul territorio. Al suo interno la Villa dovrebbe tramutarsi in una sorta di "wunderkammer" contemporanea, in cui “giocando” con le nuove tecnologie sia possibile esplorare e conoscere, in un moderno Teatro della Memoria, il territorio, la sua gente e le sue tradizioni, in una sorta di grande enciclopedia del territorio fatta di proiezioni, interazione con contenuti video e multimediali. O ancora Escape Room attraverso la quale proporre ai visitatori un'esperienza inedita e coinvolgente di gioco (costruito appositamente a partire dai luoghi e da storie e leggende della Bassa e del Fiume Stella) attraverso la quale sia possibile non solo indagare, ma conoscere a fondo il territorio. Qualsiasi sarà la forma scelta, più agile e diretta o più istituzionale, è ferma convinzione della Compagnia dello Stella che dobbiamo tornare a guardare Villa Otellio con occhi nuovamente incantati, cioè con una rinnovata concezione della sua condivisione. Nessuna strategia basata strettamente o generalmente sul calcolo dell'utile, sull'interesse personale o sulla razionalità potrà sopravvivere, nei prossimi anni, all'attacco del pensiero unico, uniformante e finanziario dell'attuale modello economico. Solo il re-incanto può farci comprendere che questi luoghi, la Villa, la popolazione e il territorio che per secoli sono stati in relazione con essa, sono già meravigliosi per il solo fatto di esistere, e come tali sono degni del tipo di rispetto ed amore che non può consentire la loro capricciosa, inutile e insensibile dispersione. Non si combatte per ciò che non si ama.



email: compagniadellostella@gmail.com

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Ultimo aggiornamento: 26/09/2017 14:43