Basiliano

Pillole di fede dal nostro territorio 

di Ilaria Mattiussi

"Cari amici, mi mancate tanto", inizia, così, il video messaggio diffuso da Monsignor Dino Bressan alle comunità di Variano, Basiliano, Blessano, Villaorba, Orgnano, Basagliapenta e Vissandone, durante la terza domenica di quaresima. I fedeli si sentono privati della dimensione fisica del celebrare insieme, così come i parroci devono affrontare chiese deserte e un testimoniare la Parola del Signore insolito.
La fede, però, può donare coraggio e serenità a chi le apre il proprio cuore. Ne abbiamo parlato con Monsignor Dino Bressan.

Come sta affrontando questo periodo difficile, come persona e uomo di Chiesa?
Il mio cuore è carico di domande e tristezza per le numerose vittime. D'altro canto, mi sollevano i molti esempi di coloro che si impegnano al servizio di malati, anziani e della comunità intera. La mia forza è la preghiera, un dono che conforta ma richiede anche impegno. Come parroco presento al Signore tutta la mia gente, con le sue paure, sofferenze, malattie e morte, durante un'ora di adorazione eucaristica quotidiana.
Quali iniziative ha messo in atto per cercare di essere vicino ai suoi parrocchiani?
Abbiamo creato un canale YouTube (video CP Variano), sul quale caricare video messaggi settimanali e le dirette di tutte le celebrazioni della Settimana Santa. Le comunità hanno, inoltre, ricevuto il Notiziario parrocchiale. Abbiamo, infine, rafforzato i progetti di solidarietà, grazie ai volontari della Caritas interparrocchiale.
Quali momenti le mancano di più rispetto alla vita di prima?
Innanzitutto l'incontro con le persone che fanno parte della mia quotidianità, le famiglie, i ragazzi ed i giovani. Mi manca molto, inoltre, la partecipazione della comunità alle celebrazioni.
Come cambierà, secondo lei, il rapporto che la Chiesa ha con i fedeli?
È una domanda a cui non si possono dare risposte certe, ma solo intuizioni da confermare. Per molto tempo vivremo isolati, al massimo in libertà vigilata, con relazioni umane poco frequenti e distanziate. Dovremo lavorare a lungo sull'inevitabile sospetto reciproco e sulla concezione che l'altro sia portatore di malattie. Nonostante ciò, mi auguro che questa esperienza porti una nuova visione della vita, delle relazioni sociali e della solidarietà. Spero anche che si possa riscoprire il dono della fede, che per molto tempo alcune persone hanno lasciato in un cassetto.
È, secondo lei, legittimo sentirsi abbandonati e senza fiducia in questo momento difficile?
I messaggi, giunti dai media, non sono sempre stati orientati alla prudenza e hanno, quindi, alimentato la paura. Le fasce più fragili della comunità sono state turbate anche solo dagli inviti a rimanere in casa, proposti alla popolazione tramite automobili dotate di amplificatori. Tutto ciò mi porta a credere che le autorità pubbliche e sanitarie dovranno affrontare disagi psicologici molto gravi. La comunità cristiana sta cercando di avvolgere le persone più fragili con il calore, la tranquillità e la speranza che Dio ci dona.
Cosa ci insegnerà tutto ciò?
Abbiamo imparato che non siamo supereroi, ma persone fragili e deboli. C'è chi è fuggito, chi ha cercato di raggiungere altre regioni, chi si è lasciato cogliere dal panico. Abbiamo riscoperto la paura della morte: ci costringe a fare i conti con la possibilità che accada anche a noi. Siamo comunità connesse, piccoli villaggi globali. Nessuno può, quindi, pensare di essere al sicuro, perché la malattia non ha confini. Papa Francesco ci ha, inoltre, ricordato che "questa non è un'epoca di cambiamento, ma un cambiamento d'epoca": la natura è impazzita a causa nostra, le borse crollano e le ricchezze accumulate rischiano di vanificarsi. Gli adulti dovranno rieducare i figli e loro stessi a valori dimenticati, come rinuncia, sacrificio, risparmio di beni economici e naturali. Forse saranno proprio i piccoli a ricordarci cosa sia importante.
Il lungo digiuno dall'Eucarestia, porterà alla riscoperta della preghiera e dei valori che rendono la vita degna di questo nome.
Impareremo anche molto altro, ma lo lasciamo al cuore umano e alla potenza dello Spirito Santo che vi opera. 
Ultimo aggiornamento: 03/06/2020 03:47