Sociale, Ricordi

Elisabetta, la regina sopravvissuta ad un’intera epoca!

di G.V.

Da repubblicano, esprimo un omaggio alla Regina Elisabetta, recentemente scomparsa a 96 anni e di cui è stato celebrato ieri il funerale in forma solenne. 
La Sovrana è stata bravissima nel sopravvivere lungamente ad un’epoca svanita già tanti decenni fa, svolgendo in modo ineccepibile, un ruolo di garanzia e salvaguardia, degli equilibri istituzionali. Inoltre, durante questi 70 anni di regno, si è concluso quel colonialismo che aveva costituito uno dei fondamenti della ricchezza economica, della forza militare e della capacità di regolare i destini del mondo per tre secoli abbondanti. Il “Commonwealth” che al momento della nascita, riuniva oltre due miliardi di persone, ha perso per strada, parti importanti ed è rimasto a testimoniare la forza pervasiva con cui i britannici erano stati in grado di far sedimentare, in parti del mondo tanto lontano tra di loro, un comune afflato culturale e simili visioni della democrazia. 
Quello che più conta però nella valutazione del lungo regno elisabettiano, va riferito alle profonde trasformazioni, più impetuose dagli anni ’60 in avanti, in grado di incidere fortemente, sulle caratteristiche del suo stesso popolo. Una trasformazione non violenta, ma non per questo meno dirompente. Gli antefatti britannici, anche quelli musicali, così forti da divenire mutazioni antropologiche, crearono le condizioni perché si giungesse a quella contestazione giovanile o studentesca e cambiasse il mondo intero. Lo stesso avverrà qualche anno dopo, con le nuove dottrine economiche oramai destinate ad essere indissolubilmente legate a Margaret Thatcher primo ministro inglese ed a Ronald Reagan presidente degli Usa. Così, Elisabetta II si trovò a regnare senza soluzione di continuità un Paese che, nel giro di pochi anni e al prezzo di tante criticità, passava dall’economia regolata dai paradigmi propri dell’industrialismo a quelli del post- industriale. Cosa che ha fatto tornare Londra, e la sua City, allo splendore universale goduto nei secoli del mercantilismo. Sotto di lei, si passò dallo statalismo al liberismo più sfrenato, ma senza che venisse completamente smantellato il welfare. Questo ha significato un ulteriore mutamento degli usi e dei costumi per una gran parte di un popolo che con riluttanza ed una consistente opposizione, ha poi deciso per la Brexit. 
Altro dato importante è quello che Elisabetta II, da capo della Chiesa Anglicana, ha vissuto le grandi trasformazioni di una comunità di vescovi, pastori e fedeli sempre più costretta, anch’essa, a vivere un’accentuata secolarizzazione. Così, da un lato, una parte ha finito per rafforzare la vicinanza con i cattolici, dall’altro ad immergersi in una deriva del tutto opposta, caratterizzata dai processi mondani. La Sovrana ha vissuto questi o altri fenomeni, con il senso dell’equilibrio, del dovere e dello spirito totale di servizio verso il proprio popolo. Cercando, gradualmente, di sintonizzare la propria immagine con quella che si attendeva la maggior parte della sua gente. Questo ha richiesto anche un grosso sforzo e, in taluni casi, della sofferenza. 
Assunta ormai ad un vero e proprio mito, la regina Elisabetta lascia il suo posto di rappresentanza formale, ma fortemente legata alle tradizione ed identità nazionale, al figlio Carlo III che si trova a 73 anni a diventare monarca. Privo del carisma della madre, il nuovo re dovrà esprimere la novità nella continuità. Compito difficile, ma sicuramente alla sua portata.

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Ultimo aggiornamento: 01/10/2022 20:49