Arte e spettacoli

A piccoli passi: il mondo dello spettacolo non si arrende

di Ilaria Mattiussi

©Azalea.it
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Le luci del palco, durante un concerto o un evento, illuminano sempre gli artisti. Dietro alle quinte, però, molte persone dedicano passione e impegno per organizzare e far funzionare lo spettacolo. Il loro lavoro, in questo momento, è più difficile e incerto ma, nonostante ciò, sono determinati a non arrendersi, in attesa che il sogno continui. Ne abbiamo parlato con Giovanni Candussio, promozione e comunicazione di Azalea.it

Come ha vissuto questo periodo nella sua vita professionale e privata?
Quando abbiamo capito che, a dispetto delle prime previsioni, tutto ciò non sarebbe stato governabile in poche settimane, la crescente preoccupazione ha lasciato il posto alla rassegnazione. In un primo momento avevamo riprogrammato alcuni spettacoli, anche più volte, seguendo l'evolversi della situazione. L'emergenza si è, però, prolungata fino ad arrivare alla recente pubblicazione delle linee guida, che il mondo dello spettacolo dovrà seguire. I grandi colossi della musica hanno, quindi, comunicato che, durante l'estate prossima, non saranno organizzati eventi. In questo caso, si parla dei concerti che prevedono grande affluenza di pubblico. Per quanto ci riguarda siamo, però, determinati a non arrenderci. Abbiamo deciso, infatti, di mettere la nostra professionalità a disposizione di chi desideri organizzare eventi più raccolti, sperando in un trend positivo nell'emergenza sanitaria e attenendoci alle disposizioni che ci sono state fornite.
Com'è cambiato il suo lavoro?
Per i professionisti del mondo dello spettacolo non sono stati mesi facili. Per quanto mi riguarda, lavoro in smart working e non mi reco in ufficio da una settantina di giorni. Saremo fra gli ultimi a riaprire e immagino che ciò potrà portare a ripercussioni pesanti.
L'estate 2020 aveva in programma spettacoli molto attesi dal pubblico, come il concerto di Louis Tomlinson a Palmanova. C'è la speranza di un posticipo?
Questo è proprio uno degli eventi che non si potranno tenere, perché il pubblico superava le migliaia. Un artista internazionale, soprattutto in caso di un tour mondiale, non ferma la gigantesca macchina organizzativa per salvare solo qualche concerto: vengono posticipati, di norma, tutti gli spettacoli. Stiamo lavorando, proprio in questi giorni, per capire se ci sarà la possibilità di riprogrammare l'evento.
Dietro le quinte di un concerto o di un qualsiasi altro spettacolo, lavorano molte persone che rimangono nell'ombra.
Sì, il mio pensiero va, infatti, a tutti coloro che contribuiscono alla preparazione degli eventi, da chi come me si occupa di comunicazione ai fonici, da rider e autisti a tutta la macchina tecnica e organizzativa. Il momento è difficile ma dobbiamo tenere duro e ripartire dai piccoli passi, come forse potrà accadere dal 15 giugno.
Pensa che, dopo tutto ciò, lo spettacolo rappresenterà ancora il sogno? Il pubblico tornerà?
È una domanda simile a quella che, probabilmente, si pongono anche altri settori, come la ristorazione, e la risposta potrebbe essere unica. Mi sono accorto che il pubblico ha una grande voglia di tornare a saltare, ballare e ascoltare musica. Questi appassionati, secondo me, torneranno appena le condizioni sanitarie, logistiche e organizzative saranno migliori.
Cosa pensa che ci stia insegnando questo periodo?
Abbiamo avuto modo di riflettere e di renderci conto di come vivessimo in un mondo troppo frenetico e confuso. Probabilmente dobbiamo imparare a ricollocare i valori della nostra vita, seguendo la loro importanza e non gli impegni che ce li hanno fatti perdere di vista.

Ultimo aggiornamento: 03/06/2020 03:47