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Referendum: un’opportunità o l’ennesima occasione sprecata?

di V.G.

Il nuovo referendum costituzionale, slittato a causa dell’emergenza sanitaria sul Coronavirus, verte sull’approvazione o meno della legge di revisione costituzionale dal titolo "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari". Il testo prevede il taglio del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento: da 630 a 400 seggi alla Camera, da 315 a 200 seggi elettivi al Senato. La legge di revisione costituzionale è stata approvata in doppia lettura da entrambe le Camere a maggioranza assoluta e non dai due terzi dei componenti. Pertanto un quinto dei senatori ha potuto richiedere il referendum, che peraltro non prevede il raggiungimento di un quorum. Il disegno di legge costituzionale sottoposto ad approvazione si compone di quattro articoli. L'articolo 1 riduce il numero dei deputati da 630 a 400. Il numero dei deputati eletti nella Circoscrizione Estero passa da 12 a 8. L'articolo 2 prevede che il numero dei senatori elettivi passi da 315 a 200. Il numero dei senatori eletti nella Circoscrizione Estero riduce il numero da 6 a 4. I senatori assegnati ad ogni regione si abbassa da 7 a 3. Nel nuovo testo, inoltre, le due Province autonome di Trento e Bolzano vengono equiparate alle regioni, assicurandosi tre senatori a testa. Rimangono invece invariati i seggi assegnati al Molise e alla Valle d'Aosta .L'articolo 3 chiarisce che il numero massimo di senatori a vita di nomina del presidente della Repubblica non possa in alcun caso essere superiore a 5. In tal modo viene eliminata l'ambiguità del precedente testo. L'articolo 4 disciplina infine l'entrata in vigore delle nuove disposizioni. Questa legge di revisione costituzionale, voluta in particolare dal Movimento 5 Stelle, è stata approvata anche dalla Lega, dal Partito Democratico, da Forza Italia, da Fratelli d’Italia, da Italia Viva e dalla Sudtiroler Volkspartei. Quindi in pratica da tutti i maggiori partiti che hanno fornito le stesse indicazioni di voto anche per gli elettori che parteciperanno alla consultazione referendaria. Interessanti appaiono i raffronti con altri stati come ad esempio gli Stati Uniti d’America. L’Italia con una popolazione di 60,48 milioni su una superficie territoriale di 302072,84 Km² ha una camera dei deputati composta da n. 630 parlamentari ed un senato di 315, più i senatori a vita. Gli USA con 330 milioni di abitanti su una superficie complessiva di 9.834,000 km.² hanno una camera di 435 deputati ed un senato di 100 parlamentari. I dati sono chiari e parlano da soli. Certamente in Italia il numero complessivo dei parlamentari appare eccessivo e pletorico. Questo comporta costi ed alle volte una scarsa produttività. La riforma può rappresentare, al di là delle forzature e delle strumentalizzazioni, un primo passo per garantire meno sprechi e più efficienza alle nostre istituzioni repubblicane. Ma non basta, perché ci vuole un disegno di riforma complessivo ed organico, decisamente più incisivo, che riguardi la 2° parte della nostra Costituzione. Indispensabile appare inoltre una nuova legge elettorale che se passasse il taglio dei parlamentari, possa garantire un’effettiva e corretta rappresentatività territoriale. Senza dimenticare ovviamente le esigenze di stabilità ed omogeneità tra le forze politiche sia di maggioranza che di opposizione. Al più presto avremo delle risposte o dei chiarimenti in merito.
Ultimo aggiornamento: 03/06/2020 03:47