Codroipo, Economia

Gustavo Zanin, vita da film sulle canne di 400 organi 

di Pierina Gallina

©Enrico Otto
©Enrico Otto
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Gustavo Zanin, con affabile narrazione e disarmante semplicità, ha conquistato il numeroso pubblico del Caffè Letterario e del Rotary di Codroipo, insieme a rendergli il giusto e meritato omaggio.
“Non vi voglio annoiare” ha ripetuto più volte. Quando mai, dottor Zanin, lei ha corso questo rischio? Un vero incanto ascoltarlo narrare aneddoti di vita e di incontri leggendari come quello con Papa Wojtyla, all’epoca arcivescovo di Buenos Aires o l’”inciampo” con la moglie di Ciampi, Presidente della Repubblica Italiana. C’è poco da fare. Codroipo è talmente fortunata ad avere un cittadino così illustre, così competente e ricco di umile semplicità, che dovrebbe farne monumento. E, ieri sera, il Caffè Letterario, presieduto da Luisa Venuti, e il Rotary Club di Codroipo, presieduto dal dott. Luigi Canciani, gliel’ha eretto. Con quel mix di garbo ed eleganza intonati alla personalità del maestro organaro. che ha girato il mondo soffiando sulle canne dei suoi oltre 400 organi.
L’ultimo dei romantici, una vita da film, una saggezza che traspare dal sorriso amichevole e sempre aperto con chiunque gli si avvicini. Un uomo di sole 87 primavere dalla vitalità di un ragazzino che ringrazia sempre e pubblicamente la sua sposa, signora Marinella, e tutte le spose delle sette generazioni che han dato vanto e lustro alla sua Azienda. Che continua con il figlio Francesco e il nipote Carlo.
“Ci vogliono coraggio e tanti sacrifici per continuare un’attività per sette generazioni. Con “Il seme deve marcire perché ne nasca uno nuovo”, egli ha inteso sottolineare la difficoltà che ogni passaggio generazionale porta in sé. Perle di saggezza le sue, miste a racconti dalla schietta ilarità, svelate con l’abilità di un cantastorie provetto.
“Sono cresciuto a Camino, insieme ai quattro fratelli e tre cugini. Eravamo ciascuno in collegi diversi, ma quando ci incontravamo nell’aia di casa, eravamo un’orchestra di otto strumenti. Sopra di noi, il suono del nonno che accordava le canne”. Fotografie di un tempo andato ma ancora pulsante e vivo ha fatto da eco alle sue parole espresse in un italiano perfetto, sapientemente intrecciate in trama di favola teatrale.
Una vita da film la sua, da figlio del mondo ma sempre ancorato alla propria terra. La stessa solcata dalle delle sue sette generazioni e dei suoi nipoti, di cui va orgoglioso.
Una vita di incontri, la sua, documentata da immagini che lo ritraggono con Gazzelloni, flauto d’oro, Principe Ranieri di Monaco, Mario Del Monaco, cantante lirico, i presidenti Ciampi, Spadolini, Andreotti, Heider, il giornalista Vespa e molti altri. Del ballerino russo Nureyev ricorda quanto amasse fare il minestrone con la signora Marinella, a Codroipo e come cercasse qui la famiglia che non aveva mai avuto. Di Nureyev ha svelato la rocambolesca fuga dalla Russia e di come il suo amico si fosse sacrificato per permettergli di scappare. Sembrava di vederlo il piccolo organo di metallo con il canto degli uccelli che Gustavo costruì per lui, affinché potesse sentire il bosco che tanto amava. E, ancor di più, l’abbraccio di gratitudine con cui Nureyev lo ringraziò.
Pezzi di storia snocciolati con quella naturalezza che fa rimanere a bocca aperta, col sapore di fiabe antiche raccontate in una sera di fine estate, all’ombra della villa dogale. Ad ascoltare una vita ancora in fiore di un organaro gentiluomo chiamato Gustavo Zanin.

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Ultimo aggiornamento: 13/12/2018 07:29