08/08/2026
Lestizza, Arte e spettacoli
Avostanis 2026, il via alla 35^ edizione della rassegna
di Redazione web
Si è aperta lunedì 3 agosto, a Villacaccia di Lestizza, la 35ª edizione di Avostanis, la rassegna culturale estiva in lingua friulana organizzata dall’Associazione Culturale Colonos. Il tema scelto per l’edizione 2026 è “No cinise, ma fûc”, richiamo all’idea di una tradizione da mantenere viva e capace di rinnovarsi ovvero "La tradizione è custodire il fuoco, non adorare la cenere" come diceva Gustav Mahler.
Ad aprire il programma è stata la proiezione della registrazione dello spettacolo teatrale “I Turcs tal Friùl”, tratto dall’opera di Pier Paolo Pasolini e rappresentato ai Colonos nel 1996 con la regia di Elio De Capitani e le musiche di Giovanna Marini.
Quella rappresentazione, andata in scena il 25 agosto di trent’anni fa, coinvolse circa quaranta interpreti e il pubblico, chiamato a condividere lo spazio della rappresentazione sulla nuda terra. Lo spettacolo rievocava l’incursione turca del 1499 e trasformava gli spazi dei Colonos in una sorta di teatro all’aperto, tra il tardo pomeriggio e il crepuscolo. La registrazione video dell’evento, successivamente trasmessa da Rai 5, ha permesso di recuperare una pagina significativa della storia della rassegna e del teatro friulano.
“I Turcs tal Friùl” era stato rappresentato per la prima volta a Venezia nel 1976, all’indomani del terremoto, con la regia di Rodolfo Castiglione, le musiche di Luigi Nono, il coro della Fenice e le scenografie di Luciano Ceschia. A cinquant’anni da quel debutto è inoltre in preparazione un nuovo allestimento affidato al regista e drammaturgo Alessandro Serra.
Il programma di Avostanis è proseguito il 6 agosto con l’inaugurazione di “Derby”, mostra a due curata da Angelo Bertani e dedicata agli artisti Michele Bazzana e Paola Pasquaretta. L’esposizione, visitabile per tutta la durata della rassegna fino al 27 agosto, mette a confronto due percorsi distinti nell’ambito dell’arte contemporanea.
Pasquaretta, marchigiana, e Bazzana, friulano, condividono anche una dimensione personale e professionale, ma nella mostra mantengono ciascuno la propria autonomia artistica. Accanto alle opere frutto delle rispettive ricerche più recenti, il percorso propone anche un lavoro realizzato insieme, nato dall’incontro tra due sensibilità differenti.
Con teatro, memoria e arte contemporanea, Avostanis 2026 conferma così la propria vocazione a mettere in dialogo tradizione e ricerca, proponendo occasioni di confronto attraverso linguaggi e generazioni diverse.