Codroipo, Auguri

Doppia festa a Pozzo: Cristo Re e Olindo Bosa

di Pierina Gallina

Come da tradizione, dal 1925, anche Pozzo, frazione di Codroipo, festeggia Cristo Re. Quest’anno ha arricchito l’evento sottolineando un importante anniversario: 70 anni di organista di Olindo Bosa, nato e residente a Pozzo.
Mai è mancato ad alcuna funzione né nel suo paese né a Beano, per 20 anni. “Mai andato in ferie” garantisce, sorridendo.
Le sue dita sui tasti hanno iniziato a creare melodie già a 8 anni. Era il 1949, quando il cappellano Severino Casasola lo aveva mandato a studiare musica – su un vecchio armonium nero – in chiesa a Codroipo, dal maestro Giuseppe Pierobon di Zoppola, pagato dai conti Pancera. 10 erano gli allievi.
Copriva i 3 chilometri che lo separavano da Codroipo, in bicicletta, e con ogni tempo.
L’organista di Pozzo era Amelio Gris, noto come “Paschet”, ma, nel 1948 aveva raggiunto la famiglia in Canada.
Alla festa del ringraziamento del 1952, il cappellano ordinava al piccolo Olindo di suonare, all’organo, la Messa degli Angeli.
Olindo ricorda bene l’emozione e le dita tremanti, perché, mai, aveva toccato quello strumento. Ora lo padroneggia, ma emozionarsi è, ancora, normale.
A otto anni, non solo ha iniziato a suonare, ma, anche, a lavorare nella bottega di alimentari, in piazza, gestita dai genitori Amelio e Nives.
Il suo compito era incartare soda, sapone, pasta, zucchero, sale e molti altri prodotti sfusi.
Si alzava di buonora, alle 7 a dottrina, alle 8 a scuola, nel pomeriggio in negozio.
Non sapeva che avrebbe continuato la tradizione familiare, iniziata dal nonno materno, Olindo Gris, del 1895, che, insieme alla moglie Amelia, del 1897, aveva fondato la Cooperativa di Consumo, nel 1918, a Codroipo.
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1926, ci pensò Amelia a continuare l’attività fino al 1949, anno in cui si staccò dalla Coop e aprì a Pozzo. Nel 1940, Amelio Bosa, assunto come garzone, ne sposò la figlia, Nives Gris, del 1921, da cui ebbe sei figli – Olindo del 1941, Marisa del 42, Silvana del 44, Beppino del 55, Lorenzina del 57 e Daniele del 61 – continuando a gestire il negozio fino al 1982.
In quell’anno ne prese le redini Olindo, sposato nel 1967 con Flavia, da cui è nata la figlia Cristina, bancaria.
Fino al 2001, Olindo è stato dietro al banco, aiutando il più possibile i suoi paesani, da cui ha sempre avuto affetto e stima. Ricorda che, quando il padre gli aveva affidato il negozio, gli aveva consegnato una scatola di latta piena di biglietti di crediti da riscuotere. Egli li strappò, tutti, seguendo l’esempio di nonna Amelia e dei genitori, i quali – soprattutto in tempo di guerra – davano da mangiare anche a chi non aveva denaro.
Tra le altre cose, Olindo, forte della sua precisione, ha organizzato un fornito archivio discografico e di libri di partiture per ogni tipologia di messe.
Un patrimonio di competenza e di generosìtà, Olindo, dotato di acume e senso dell’umorismo. Ha una parola per tutti e si augura di continuare a suonare ancora per molto tempo, contando le ore dall’orologio che la sua comunità gli ha donato come ringraziamento.
Lo ha fatto con una messa solenne, officiata da Don Fabio Varutti, e da un affollato pranzo sociale, organizzato dalla locale Pro Loco.
Con lui è stata ringraziata anche la soprano Tiziana Infanti, che, da 30 anni, canta sulle note dell’organo di Olindo. 

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Ultimo aggiornamento: 09/12/2022 22:30