05/10/2026
Codroipo, Sociale, Salute
Gocce di benessere in campagna
di Lorenzo Granziera
Nella soleggiata giornata di ieri, domenica 4 ottobre, all’Agriturismo “Al Casale” di Codroipo in via Casali Loreto 3, nel mezzo del verde natura, tra il cantico dei passeri e lo scroscio delicato delle fronde degli alberi, si è tenuto l’evento a ingresso libero “Gocce di Benessere in campagna”. Dalle 09:00 alle 18:00 i partecipanti, adulti e bambini, hanno potuto assistere e partecipare a differenti trattamenti olistici, conferenze e coinvolgenti attività di gruppo, visitare mercatini offerenti variegati prodotti naturali e realizzati a mano provenienti dalle nostre ricche terre friulane.
La mattinata è stata caratterizzata dalla “Sfilata a 4 zampe” delle ore 11:30, in cui i nostri fidi compagni canini sono stati i protagonisti di varie attività in un piacevole coinvolgimento volto, a mio parere, a sensibilizzare il rapporto tra noi e loro. Le premiazioni che hanno seguito prevedevano un premio per l’eleganza, per la simpatia, per il partecipante più giovane e per quello più anziano, nonché uno speciale per il miglior benessere. In aggiunta era previsto un omaggio a tutti i partecipanti.
Nell’area esterna costeggiante il parcheggio, inoltre, era possibile per l’intera giornata prender parte al “Battesimo a cavallo”, una passeggiata guidata in groppa a colui che da tempi immemori ci affianca nei lavori e nelle battaglie. Oggigiorno, fortunatamente, facciamo affidamento ad altro qualora ne avessimo necessità ma tuttavia egli rimane per noi un ausilio concreto, prima ancor che uno svago: infatti molti interventi riabilitativi prevedono l’ippoterapia, cioè il movimento e la relazione con il cavallo volti a migliorare la salute fisica e mentale del paziente.
Proseguendo all’interno nel curato cortile ben si percepiva sin da immediato una crescente sensazione di generale serenità, calma e gioia pervadere tutto il corpo. Che sia stata la musica di sottofondo, così cullante? O forse le persone presenti? O gli appassionati organizzatori dei gazebo, coi quali “scambiare due parole” non è affatto una perdita di tempo, no!, ma un’occasione di arricchimento conoscitivo? Ebbene, sia una o l’altra, ritengo la predisposizione interiore di una persona le giovi maggiormente che l’influenza esterna: cioè, detto in altro modo, è il “sentire” proprio e intimo che determina le caratteristiche di una data circostanza, il fluire di questa e le future conseguenze. Riflettendo di ciò ho avuto modo di partecipare ad una conferenza meditativa con tema gli angeli custodi: un viaggio introspettivo guidato volto a sciogliere eventuali nodi emotivi, a farci comprendere che non siamo mai completamente soli e che sempre abbiamo la possibilità di richiedere un aiuto… “particolare”. Non tutti, però, converranno in questo, abituati come si è di questi tempi frenetici a cavarsela da sè, a dover fare e ottenere tutto e subito, senza concederci un attimo di riflessione sui diversi “perché” della Vita, a non spaziare oltre i limiti razionali, a non prestare orecchio alla nostra voce interiore. Che si creda o meno agli angeli, dunque, che li si chiami pure “spiriti”, “compagni di viaggio”, “guide”, “maestri” e ancora “Al-Mu’aqqibat”, “Mal’akh”, “Dàimon” o “Genius”, queste entità possono davvero aiutarci nei momenti di difficoltà, se solo noi vogliamo concederglielo liberamente e sinceramente. Ciononostante, non va frainteso il ruolo degli aiuti extrasensoriali, giacché non sono questi dei “Jinna”, i comunemente noti “geni della lampada”, che esprimono qualunque nostro desiderio.
Una domanda sorge spontanea: “e se non credo”? Ma io, come molti altri, posso dire che credere è alquanto relativo, oltre che soggettivo. Gli aiuti extrasensoriali, per così dire, non badano a ciò, come a molte altre caratteristiche secondarie, e giungono colmi d’amore e comprensione. Proprio come un medico tradizionale è volto a curare il paziente indifferentemente da che esso creda o meno nella cura. Aggiungo che il “pensiero positivo” così chiamato è fondamentale per vivere in un’altra ottica, in cui gli aiuti che ci pergiungono non sempre sono quelli che ci auspicavamo ma certamente tutti sono per il solo nostro miglioramento. A tempo debito e col senno di poi si comprenderà.
Uscendo dalla sala ospitante le conferenze nel plesso centrale, attendevano gli interessati i mercatini dei prodotti naturali e artigianali, quali miele, formaggi e birra, per quel che riguarda l’enogastronomia e poi candele realizzate manualmente anche tramite riciclo di vecchie che altrimenti sarebbero state gettate nella spazzatura, pietre dai colori specifici per terapie curative energetiche, gioielli d’ogni sorta, taluni persino benedetti dai monaci thailandesi buddhisti. Ma non è tutto! Bastoncini di incenso aromatizzati da fragranze naturali, indumenti tipici indiani, quadri dipinti tramite la tecnica della “fluid art”, prodotti per la cura del volto e del corpo nonché, come espositore dimostrativo, uno ionizzatore alcalino ad idrogeno molecolare. In termini grossolani: un certificato purificatore d’acqua che toglie le tossicità dell’acqua di rubinetto e ne produce una sana volta a più utilizzi domestici.
L’evento prevedeva inoltre la prova gratuita di massaggi distensivi muscolari, craneosacrali, rilassanti antistress col supplemento di strumenti sonori, praticati da operatori specializzati, taluni, anche nella pratica spirituale giapponese del Reiki. Nei trattamenti olistici non c’è solo guarigione, c’è accoglienza, consapevolezza e un ritorno al Sè. Insomma: ben si comprenderà come un semplice articolo certo non basti a rendere onore alla sconfinata dimensione olistica e spirituale che l’evento “Gocce di Benessere in campagna” ha potuto mettere a disposizione al pubblico, relativamente numeroso.
Scegliere di ascoltarsi è un atto di grande coraggio, specialmente in un mondo così distaccato dall’interiorità e spiacevolmente volto alla materialità delle cose. Posso dire che è lieto apprendere che sempre più persone oggigiorno si rivolgono a pratiche curative alternative, come la meditazione, per affrontare al meglio la propria vita ma va ricordato, a scanso d’equivoci e per i più scettici, che “essere spirituali” non significa “vivere altrove” distaccati in maniera ostile da tutto, bensì a mio avviso “essere consapevoli” di ciò che si sperimenta quotidianamente e saperne trarre il meglio per evolvere ed aiutare altri nel proprio cammino.
La Serenità è a portata di tutti: per accedervi occorre volere.