Auguri

Il valore delle parole

di Mario Passon

Nel 2022 Cory Doctorow, scrittore e giornalista canadese, usa il termine “enshittification” con particolare riferimento alle piattaforme online e al progressivo peggioramento della qualità dei servizi e dei prodotti forniti agli utenti.
Tradotto in un italiano meno volgare potrebbe essere "andare in vacca" che significa, nel linguaggio popolare, qualcosa va male, si guasta, si deteriora oppure delude le aspettative. “Andare in vacca” è un modo di dire usato dagli allevatori di bachi da seta, chiamavano "vacche" i bachi malati che smettevano di produrre il bozzolo.
“Enshittification” è stata scelta come parola dell’anno 2024 dal Macquarie Dictionary, il dizionario nazionale australiano.
L’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) ci dice che il tasso di diffusione di Internet è pari all’86,2% e questo valore sale al 93,4% tra le famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni. Anche nelle famiglie composte esclusivamente da anziani si osserva una buona diffusione di Internet, mentre l’accesso risulta quasi universale nelle famiglie con almeno un minore. L’uso della Rete è prevalentemente orientato verso i servizi di comunicazione: servizi di messaggeria istantanea, chiamate sul web, posta elettronica, video da servizi di condivisione come YouTube, Instagram, Tik Tok. I giornali sono sempre più digitali, perché internet è uno strumento, un mezzo di comunicazione. Anche IL PONTE ha fatto questa scelta.
Finiremo anche noi “Enshittification”?
No, perché si possono creare spazi digitali virtuosi. In un web che sembra diventare una discarica, si trovano piattaforme buone per i lettori.
Noi de IL PONTE siamo una di queste: crediamo di darvi informazioni buone e attendibili: questo è il nostro impegno con voi lettori.
La cattiva informazione e le fake news non hanno bisogno di algoritmi o intelligenza artificiale per viaggiare in rete; la storia insegna che l’uomo ha sempre creato manipolazioni e inganni. Sta a noi lettori mettere in atto ed esercitare il pensiero critico. La scuola ci ha insegnato ad ascoltare, capire, riflettere e poi esprimere riflessioni o giudizi solidi e motivati. Il dialogo non è forma ma sostanza: se il conflitto è un dato naturale il dialogo è un processo culturale.
Nel 1952 Carlo Cassola pubblica il romanzo Fausto e Anna. Fausto è un giovane complicato: sognatore ma pieno di complessi, un carattere che passa dai facili entusiasmi a cali di tensione. La scelta di fare il partigiano sui monti Voltraio e Capanne (in Toscana) lo porta a incontrare persone, idee, stili di vita, modi di agire diversi …“La discussione continuò … Fausto e Piero da una parte, Baba e Vittorio dall’altra; Fausto non mirava affatto a convincere Baba, ma semplicemente a chiarire a se stesso le proprie idee. Nella foga del discorso, la verità veniva fuori inavvertitamente, quasi da sé. Come altre volte aveva avuto modo di constatare, parlando, discutendo, gli si chiarivano i pensieri assai meglio che rimasticandoli in solitudine”.
La nostra comunità digitale (IL PONTE) proprio perché fondata sul dialogo è un luogo di cooperazione e di creazione di valore (IL VALORE DELLE PAROLE). Che IL PONTE non possa essere una infrastruttura che crea benessere?
Se ci credete anche voi, sosteneteci con una donazione, così da poter sempre migliorare le nostre iniziative.
Buon proseguimento di 2026

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Ultimo aggiornamento: 22/01/2026 16:26