29/03/2025
Camino al Tagliamento
Quale l'impatto della separazione delle carriere dei magistrati?
di Silvia Iacuzzi
La riforma della magistratura riguarda la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e un riordinamento dell’assetto della magistratura con due Consigli Superiori della Magistratura (Csm) con componenti estratti a sorte e una nuova Alta corte per i provvedimenti disciplinari. Ne abbiamo discusso all’Azienda Vitivinicola Ferrin in un incontro organizzato dall’Associazione “Il Varmo” con Arrigo De Pauli, già magistrato di cassazione e attuale difensore civico regionale, Nino Orlandi, avvocato forense, di Latisana, di cui fu Sindaco a cavallo fra gli anni '70 e '80, Enrico Bulfone, anch’egli avvocato e già consigliere regionale e Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Udine.
I relatori sono partiti da un commento ai contenuti della riforma. Arrigo De Pauli ha subito precisato che si tratta di una riforma della magistratura, e in particolare dello status del magistrato, che lascia però la costituzione sostanzialmente invariata. Nella proposta di legge il comma 1 dell’art.104 della Costituzione verrebbe meglio specificato, ovvero continuerebbe a garantire che “la magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”, ma aggiungendo che “l'indipendenza riguarda sia la magistratura giudicante che quella requirente”, ovvero sia i giudici che i pubblici ministeri. L’avvocato Bulfone ha precisato che si tratta principalmente di ribadire la terzietà del giudice rispetto sia p.m. che avvocati difensori, per modificare la sensazione dell’opinione pubblica che la magistratura non sia indipendente. Non è nemmeno un problema di p.m. che diventano giudici o viceversa, perché i cambiamenti di carriera sono molto rari da quando la riforma Cartabia del 2021 ha permesso un solo cambio in tutta la carriera di un magistrato. L’avvocato Orlandi ha quindi puntualizzato che il problema è prettamente politico perché i giudici si sono sempre più interessati di influenzare l’attività legislativa con indagini e accuse spesso rivelatesi infondate. Il sorteggio secco previsto dalla riforma per i membri dei due futuri Csm è proprio un tentativo di minimizzare il potere, non della magistratura, ma delle correnti al suo interno.
Le tante domande del pubblico hanno rivelato come la riforma non affronti le grandi problematiche che affliggono la giustizia, ma piuttosto si focalizzi su aspetti cari al centrodestra dai tempi di Berlusconi premier e che poco miglioreranno la qualità della giustizia per i cittadini.
Il prossimo incontro si terrà il 2 maggio e avrà per tema l’accentramento del potere e il rafforzamento dell’esecutivo con il premierato e il terzo mandato per i governatori regionali.