Economia, Libri

Il futuro sta passando, chi è pronto e chi no

di Mario Passon

È il titolo del rapporto 2022 di Fondazione Nord Est, presentato nella sede di Confindustria a Udine lo scorso 20 febbraio. Un secondo titolo interessante è quello de “La Vita Cattolica” di mercoledì 8 febbraio 2023, “Friuli, la locomotiva che non sbuffa” a presentare la ricerca “MutaMenti 2022”. Tutti e due questi studi sono pubblicati da Marsilio, Padova.
Proviamo a fare una sintesi.
Il declino demografico è la questione principale perché la crisi demografica trascina quella economica. Lo sviluppo dell’economia è minacciato dal calo demografico; oggi le aziende non trovano più giovani da assumere e nelle scuole ci sono sempre meno bambini.
Nel 2052 i ‘nonni’ (70-79 anni) saranno quasi il doppio dei ‘nipoti’ (0-9 anni). Servirebbero 50mila nuovi lavoratori non qualificati all’anno provenienti da fuori Nord-est e ci sarà pure il rischio che la richiesta di lavoro qualificato delle imprese nordestine non venga soddisfatta, per il fatto che diversi giovani scelgono impieghi fuori dal Nordest e per l’upgrading della struttura produttiva che genererebbe un incremento della domanda di occupati qualificati.
La seconda questione è la formazione: l’impresa ha bisogno di cultura e orientamento e formazione delle competenze sono un passaggio fondamentale per soddisfare la professionalità richieste dalle imprese che troppo spesso non disponibili sul mercato del lavoro.
Ma quale futuro vogliamo, perché la locomotiva Nordest non corre più e Veneto e Friuli Venezia Giulia stanno crescendo ad un ritmo lento e su un piano inclinato dove dobbiamo stare attenti a non scivolare indietro, è il concetto espresso dall’economista Daniele Marino.
Gli fa eco il ricercatore Luca Paolazzi: Non possiamo dire ci pensa il mercato globale è “comodo per non far nulla e aspettare gli eventi. O peggio, per arroccarsi a difesa dell’esistente”.
Il Nordest è un’economia dinamica rispetto al resto d’Italia: il nostro territorio è ai vertici nazionali per qualità della vita, benessere, qualità delle istituzioni, istruzione e formazione e lavoro.
Ma se ci confrontiamo con l’Europa, il Nord-est negli ultimi vent’anni è cresciuto a tassi inferiori rispetto a quelli delle altre macroregioni europee: siamo scivolati verso il basso nella classifica per Pil procapite: dal decimo posto del 2000 al ventottesimo nel 2020 a livello continentale.
Quale futuro ? Il futuro è fatto di alleanze, di coesione, sia dal lato politico-amministrativo sia dal sistema delle rappresentanze (associazioni di categoria, sindacati, … ) “dobbiamo alzare l’asticella della qualità del lavoro e della cultura” ci dice Daniele Marini,”non è sufficiente fermarsi ai posti dei lavoro creati, ma interrogarsi sui contenuti, la qualità della cultura è fatta di contaminazioni di linguaggi, idee, codici”.
Un dibattito che continuerà il 2 e 3 marzo con “Open Dialogues for Future” promosso dalla Camera di Commercio di Poredenone-Udine. 

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Ultimo aggiornamento: 14/04/2024 00:53