Economia, Sociale

Open Dialogues per provare a ragionare sul nostro futuro

di Mario Passon

Dove stiano andando? Verso un nuovo ordine mondiale? Verso una nuova guerra fredda dove i confini stanno nell’Oceano Pacifico?
Dove stanno andando l’Europa e l’Italia? L’Occidente o il Mediterraneo? E il Friuli?
Il futuro della globalizzazione e le sue conseguenze, la rilocalizzazione di attività, re-shopping e friend-shoring, manifattura e servizi, lavoro e intelligenza artificiale. Quale sarà l’impatto della tecnologia nel lavoro di domani?
Sono alcune delle domande alle quali ha cercato di rispondere “Open dialogues for future”, evento organizzato dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, il 2 e 3 marzo 2023, e diretto dal giornalista Federico Rampini che così ha presentato il convegno “gli sviluppi recenti della situazione geopolitica ed economica dimostrano che abbiamo bisogno di nuovi strumenti per interpretare il mondo, guidare le nostre imprese, orientarci in un futuro incerto”.
La guerra Russia-Ucraina, l’allargamento della NATO a Svezia e Finlandia, le tensioni economico-commerciale tra Stati Uniti e Cina, la crisi del modello tedesco, le questioni del Medio Oriente e dell’Africa, il ruolo dei giovani nell’Italia di oggi e di domani ci interessano direttamente come lavoratori, consumatori, imprenditori, come cittadini responsabili.
Dal nostro punto di vista (il Medio Friuli) mi pare siano emersi tre temi:
1) la transizione ecologica, non possiamo abbandonare la strada verso un’economia sostenibile. È la strada giusta per rendere le nostre economie locali resilienti agli shock esogeni. Gli ultimi due anni ci hanno fatto vedere che l’impossibile è possibili cioè siamo riusciti a liberarci dalla dipendenza del gas russo (era del 40%) … ma per dipendere da altri Paesi. E allora è importante realizzare una quota di produzione energetica indipendente con le fonti rinnovabili. Le comunità energetiche sono un investimento per il nostro Paese;
2) la politica del riciclo e del riuso. Unioncamere ci ha ricordato che l’Italia è leader in Europa nel riciclo, con un avvio a riciclo sulla totalità dei rifiuti, urbani e speciali, dell’83,4%, ma nel riuso possiamo fare ancora molto. Riuso (o riciclo industriale) significa riutilizzare oggetti che non sono ancora diventati scarti o rifiuti cioè non far terminare il ciclo della sua vita e, allo stesso tempo, evitare che finisca in discarica. Le imprese italiane stanno costruendo l’economia circolare: aumenta la quota di "materia seconda" nella produzione di nuovi beni, aumenta la durata media di vita dei prodotti, nel ciclo dei rifiuti si minimizza la componente non riciclabile. Per esempio, nell’arredo casa il 95% del legno viene riciclato per fare pannelli di arredo, il 67% delle imprese utilizza materie prime seconde e l’81% impiega legno sostenibile;
3) l’importanza della manifattura nell’economia della nostra regione. Oggi abbiamo la possibilità di riaccogliere le industrie ma non abbiamo lavoratori. Ad Open dialogues for future ci si è chiesti se sarà l’intelligenza artificiale a sostituire la carenza di lavoratori, se le nostre imprese non trovano profili aderenti alle loro richieste né un Europa né attraverso una migrazione programmata.

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Ultimo aggiornamento: 18/06/2024 01:42