Furlan, Ricordi

Festa della Liberazione d’Italia al Fogolâr Lione

di Danilo Vezzio, Presidente Fogolâr Furlan Lione

Alla Casa degli Italiani di Lione, per ragioni di agenda, si sono svolte anticipatamente sabato 20 aprile, le commemorazioni della Liberazione d’Italia, organizzate dai friulani del Fogolâr Furlan membri e animatori della Daci (Discendenti degli Ex-Combattenti e Reduci italiani) sotto gli auspici ed in presenza del Console Generale d’Italia dottor Alberto Bertoni.
Un folto gruppo di invitati tra cui la deputata francese Anne Brugnera, il Presidente della Casa dell’Europa di Lione, Alain Reguillon, il consigliere Comites Claudio Rocco e numerose autorità francesi ed italiane hanno assistito con molto rispetto e commozione alle cerimonie.
Nei diversi discorsi pronunciati, è apparsa l’importanza di perennizzare questa Festa Nazionale della Liberazione a Lione, questa è un’esigenza della comunità friulana ed italiana, che non può dimenticare, quello che il 25 aprile 1945 ha rappresentato per i nostri padri, la fine di una guerra atroce, e l’inizio di un periodo di pace che perdura da oltre 70 anni e che deve continuare.
A Lione nessuno ha dimenticato la dichiarazione di guerra dell’Italia alla Francia, il 10 giugno 1940, una pugnalata alle spalle a questo Paese che ospitava già centinaia di migliaia di italiani. I nostri padri non hanno nemmeno mai dimenticato l’8 settembre 1943 in cui divennero oltre che traditori anche dei voltagabbana.
Il 25 aprile 1945 fu l’inizio di un periodo di pace e di lenta cicatrizzazione delle ferite, c’è voluta una generazione di friulani affinché le bandiere francesi e italiane si ritrovino assieme davanti alla lapide dei caduti italiani in Francia, morti per la Libertà.
In Francia la Festa Nazionale Italiana della Liberazione é un simbolo percepito dagli italiani e franco italiani in maniera molto più forte che in Italia: eravamo traditori, voltagabbana, poi immigrati economici, spesso clandestini, ora questa festa è quella della nostra dignità ritrovata e della costruzione di un’Europa in cui siamo fondatori allo stesso valore degli altri, questo fragile equilibrio è stato ultimamente perturbato da politici italiani con toni e commenti irresponsabili.
I friulani di Lione sono, da sempre, sensibili, al comportamento dei politici italiani, e sanno esprimersi con vigore quando alcuni parlano senza riflettere alle conseguenze che la nostra gente deve poi subire: ci abbiamo messo 50 anni per riottenere il rispetto e vincere una pace duratura e alcuni in Italia farebbero bene a stare zitti e non distruggere quello che la ‘’diplomazia’’ friulana ha lentamente costruito!

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Ultimo aggiornamento: 17/09/2019 16:59