Come terrazziere-mosaicista ho lavorato in diverse parti del mondo ed anche in Canada,-a Downsview periferia di Toronto
Erano gli anni 1960-70, arrivando in Canada sono stato accolto da parenti, ed ho trascorso le prime settimane del mio periodo canadese presso questi emigrati di Treppo-Vendoglio, ero in famiglia come se fossi in Friuli!
In quegli anni la comunità friulana di Toronto era vivacissima ed il viavai di ‘’compaesani’’ era intenso, figuratevi che anche il sacerdote di Downsview era friulano.
Nelle poche settimane che sono rimasto in questa casa ho visto sfilare tanti friulani, ma un nome mi è rimasto in mente fino ad oggi, era Barbe Tite/Uncle John! Già queste due appellazioni sottolineano delle distanze enormi, poi Uncle John era collegato con gli USA, il Kansas, che per me, appena arrivato dall’Europa era un mondo irreale, da fumetti di Pecos Bill, che adolescente, leggevo in Friuli.
Rientrato definitivamente in Europa ho conservato relazioni e contatti con i ‘’canadesi’’ che mi hanno di nuovo parlato di Barbe Tite, alcuni mi hanno spinto alla ricerca su Barbe Tite/Uncle John!
Ma chi era questo Barbe Tite-Uncle John?
Il suo nome esatto è Vidoni Giobatta Ferdinando, di Giuseppe e Crapiz Vittoria, era nato a Treppo Grande il 21/10/1899, sono dati ritrovati all’Archivio di Stato, sul foglio matricolare, era un ragazzo del 99, uno di quelli che ha fatto la guerra 15/18 ma si è salvato.
Era grande 1,73m, torace 0,90 quindi grande, bello forte, sapeva leggere e scrivere, questo è confermato sul Foglio Matricolare dell’esercito italiano. Ad appena 18anni fu chiamato alle armi, il 20 giugno 1917, inserito nell’ 8° e 11°reggimento Bersaglieri, questi
reggimenti hanno combattuto asprissimi corpo a corpo, nelle zone del Cadore, durante inverni tremendi per la neve ed il freddo, Barbe Tite si puo’ dire che ha vissuto per mesi e mesi con Sorella Morte al fianco, tutti i suoi compagni sono stati massacrati, ma lui si è miracolosamente salvato ed é stato congedato il 3 gennaio 1919. Inizio la sua storia col servizio militare, la sua vita civile, era quella dei contadini friulani di Vendoglio, cioè una semplice ruralità, la famiglia possedeva un po’ di terra e qualche mucca, maiali, galline conigli e potevano vivere modestamente.
Stranamente non ho sentito parlare di fornaci, mattoni, tegole per Barbe Tite, la maggior parte degli uomini di Buja, Treppo Vendoglio e dintorni erano fornaciai e partivano anche giovanissimi, a bati modon, produrre laterizi in tutto l’impero austroungarico
Sui documenti militari c’è scritto mestiere ‘’contadino’’, e non sembra aver lavorato come fornaciaio.
Barbe Tite rientrò a Vendoglio nel 1919 di sicuro aiutò a casa nel lavoro dei campi, poi nel 1923 decise di partire verso l’America forse chiamato da parenti o conoscenti.
Facendo le ricerche scopro che numerosi Vidoni di Vendoglio sono sbarcati a Ellis Island, lascio apposta la parola ship-nave, e mi chiedo come mai tanti vendogliesi in Merica!
1913 Vidoni Amadio first trip on La Provence ship
1920 Vidoni Amadio second trip on Taormina ship
1923 Vidoni Primo on Dante Alighieri ship
1923 Vidoni Ettore on Dante Alighieri ship
1920 Vidoni Luciano on Ansaldo II
1921 Vidoni Arrigo on San Giovanni
E’ probabile che uno di questi pionieri abbia invitato Tite ma dove sono finiti questi compaesani?
Molto probabilmente Tite è sbarcato a New York, dove puo’ subito trovar lavoro presso ditte friulane specializzate nel terrazzo-mosaico, avevano una specie monopolio su questi lavori e prendevano appalti ovunque negli USA
A Tulsa, Oklahoma, non siamo lontani da Kansas City, c’era la ditta“Terrazzo and Mosaic Co.” Era gente da Travesio che lavorava in quella regione, è probabile che Barbe Tite abbia lavorato con questa ditta ora estinta. In quest’impresa erano tutti friulani, e come si sa tutti provenienti dalle parti di Spilimbergo, Sequals, Vito d'Asio etc
Ad ogni modo abbiamo la traccia sicura di Tite che nel 1935 era nella città di Lawton in Oklahoma, siamo in un territorio riserva indiana, delle tribù Comanche, Kiowa Apache, Tite come Pecos Bill li ha conosciuti!
In quegli anni i pozzi petroliferi ‘’e butavin a plen’’ infatti era il pieno boom petrolifero, ed in quelle zone oltre al petrolio scorreva anche un fiume di dollari, Tite raccontava : ‘’tu podevis domandà ce che tu volevis bastave fa il lavôr a la svelte, robis di mats’’.
Pensate negli USA del 1930 giravano già 23 milioni di automobili, in Friuli forse solo il medico aveva una Fiat Balilla.
Sappiamo che tra il 1870 ed il 1925 oltre 4 milioni di italiani emigrarono negli USA tra cui i friulani come Barbe Tite, certo la crisi del 1929 fece scappare spostare molta gente, ma con il suo mestiere ricercato, attraversò la catastrofe lavorando sui numerosissimi cantieri di prestigio in Kansas City e dintorni, il terrazzo si adattava perfettamente alla moda dell’epoca, la Art Deco.
Insomma in ‘’dos peraulis’’Barbe Tite divento’ rapidamente Uncle John, col suo lavoro si era fatto delle belle ‘’palanche’’, perdipiù era bello come Rodolfo Valentino, fuori del lavoro, era elegantissimo, lo vediamo sulla foto preso nella Main Street della Little Italy di Kansas City, fuma la sigaretta col il bocchino, segno di grande classe per l’epoca, era un signore!
Si suppone abbia incontrato miss Gina Panizzi nei dintorni della Holy Rosary Catholic Church la chiesa italiana del Santo Rosario ma che aveva anche la Cappella di San Antonio da Padova!
Immaginate! Nel 1930, in questo quartiere vivevano oltre 3000 italiani, una grande maggioranza di siciliani ma c’era posto anche per romagnoli ed emiliani, come la bellissima Gina Panizzi, che era nata nel 1910 a Boretto, Reggio Emilia
La famiglia Panizzi arrivò negli States nel 1928, nel 1930 li troviamo nella Jackson County la regione di Kansas City e quindi frequentava per forza la Little Italy dove nacque probabilmente la storia d’amore tra Uncle John e la bella Gina.
Si sposarono alla svelta nel 1937 a Dallas, nel Texas come facevano i grandi attori del cinema a Las Vegas!
Infatti a Dallas come a Las Vegas, le coppie possono ottenere velocemente una licenza di matrimonio presso l'ufficio del segretario della contea non è previsto alcun periodo di attesa per i richiedenti di età superiore ai 18 anni, quindi il matrimonio può essere celebrato immediatamente dopo il rilascio della licenza, se andavano in Consolato italiano sarebbero ancora in attesa.
La favola di Barbe Tite continua con una luna di miele sulla nave di lusso SS REX, un transatlantico italiano da sogno, un palazzo sull’acqua, lui aveva 38 anni, Gina 27, ed erano abbastanza ricchi da potersi permettere una cabina di prima classe.
Abbiamo delle foto che li ritraggono sul ponte con degli amici sono tutti molto eleganti, le signore in pantaloni, cosa incredibile a Vendoglio nel 1937.
Il ritorno di Tite dall'America fu un evento, Tite diventato l’americano Uncle John che aveva fatto soldi e sposato una bellezza americana, snella, raffinata, elegante, un'attrice, bella come una Madonna nei quadri della chiesa!
Approdarono a Genova, chiaramente Barbe Tite brav’uomo, voleva presentare la sua bella Gina alla famiglia rimasta a Vendoglio, era diventato ‘’siôr’’e sposato un angelo del paradiso, rappresentava un sogno, un obiettivo, per tutti i giovani fornaciai del luogo, pronti alla partenza per far fortuna in Merica!
Il transatlantico Rex era il colmo del lusso per l’epoca, piscine, saloni con giardini esotici, arredamenti preziosi, mogano e bronzo ovunque, una realtà inimmaginabile per friulani, che avevano ‘’il ledan’’ davanti casa e faticavano a sbarcare il lunario.
Barbe John senza volerlo portò a Vendoglio quella voglia di vivere meglio, e dimostrato che era possibile, alcuni sono partiti, ma la Seconda guerra mondiale era vicina, tra i superstiti molti partirono nel 1949/50 ma i tempi erano cambiati per gli USA, e le destinazioni furono il Canada, l’Australia.
La storia di Barbe John è molto lunga ed è collegata al Canada, dove vive ‘’la Lidia’’, ora ultranovantenne, questa é un testimonio vivente della presenza di Uncle John il vendogliese di KansasCity!
Mi è stato chiesto di ricercare e raccontare questa storia, ne comunico solo uno stralcio è un messaggio per ogni comune che dovrebbe avere il suo link: ‘’Ma dov’è finita la nostra gente !’’
Vendoglio come i più piccoli borghi friulani hanno storie inverosimili da raccontare, storie per sognare, storie da raccontarsi a Natale.
Un bjel mandi a Vendoglio ed a tutto il Friuli, siamo lontani ma ‘’simpri dongje’’ questo lo sapete…Bon Nadâl!