17/12/2025
Talmassons, Ricordi
Ricordo di Ido Sgrazzutti, giocatore e allenatore
di Mario Passon
Martedì 16 dicembre a Flumignano si sono celebrati i funerali di Ido Sgrazzutti. Classe 1947, Ido era una persona importante per il paese non solo perché è stato un calciatore di serie A negli anni ‘60 e ‘70 ma i flumignanesi lo ricordano come educatore dei giovani nella sua lunga attività di allenatore.
Un suo ex “pulcino” (oggi 60enne), lo ricorda così “Ido prima che allenatore è era un grande uomo, una persona umile che credeva nei valori dello sport e li trasmetteva; lavorava per la crescita personale e umana di noi ragazzi facendoci capire che si vince e si perde insieme. Ci diceva che è più importante fare squadra, crescere bene e con dei valori forti e solo dopo venivano i risultati, che poi a lui non interessavano mica tanto".
Ido come calciatore parte da Flumignano, una delle tantissime società di calcio del nostro Friuli che ha contribuito a dare lustro in Italia a questo sport: terra di grandi e rocciosi difensori il Friuli. Ido ne conferma la fama iniziata alcuni anni prima da Tarcisio Burgnich (Inter), Stelio Nardin (Napoli), Franco Janich (Bologna), Giorgio Puia (Torino) e poi appunto confermata da Ido Sgrazzutti, Adriano Fedele (Inter), Vittorio Caporale (Torino), Dino Zoff (Juventus) e tanti altri.
Con questi nomi friulani noi adolescenti e ragazzi degli anni settanta, con le figurine Panini, riuscivamo a fare una nazionale di calcio ed era un vanto tutto friulano.
Ido nonostante abbia giocato negli stadi più importanti d’Italia e giocato contro campioni come Gigi Riva e Josè Altafini è tornato a Flumignano, a sentore le sue campane, non come un divo ma come una persona come noi e si e messo a disposizione del paese. Lo ricordiamo come persona allega e disponibile, a raccontare la sua bella esperienza calcistica.
Ne facciamo memoria con questa poesia di Umberto Saba
“Di corsa usciti a mezzo il campo, date prima il saluto alle tribune.
Poi, quello che nasce poi, che all’altra parte rivolgete, a quella
che più nera si accalca, non è cosa da dirsi, non è cosa ch’abbia un nome ...
Festa è nell’aria, festa in ogni via. Se per poco, che importa?
Nessuna offesa varcava la porta, s’incrociavano grida ch’eran razzi.
La vostra gloria, undici ragazzi, come un fiume d’amore orna Trieste”.