Arte e spettacoli, Ricordi

Gene Hackman: uno dei più grandi della storia del cinema

di Angelo Cannella

©WP
Con la morte di Eugene Allen Hackman se ne va uno dei più grandi attori della sua generazione, uno tra gli ultimi pilastri.
Lo scorso 30 Gennaio aveva tagliato il traguardo dei 95 anni. Con Gene Hackman scompare uno tra i più grandi attori della storia del Cinema, interprete di tanti personaggi iconici, che ha sempre saputo incarnare alla perfezione, arrivando quasi ad uniformarsi con essi. Una carriera iniziata in tv, tra la fine degli anni 50 e l'inizio dei 60, che ha fatto da apripista al grande schermo, dove fa il suo esordio, con piccola comparsa, non accreditata, in "Gangster Contro Gangster" (1961), ma è con "Lilith" (1964), diretto da Warren Beatty, che può sfruttare la sua prima vera occasione. Nel 1967, per "Gangster Story", di Arthur Penn, e nel 1971, per "Anello Di Sangue", di Gilbert Cates, ottiene le sue prime due candidature all'Oscar, che farà poi suo nel 1972, grazie al memorabile Jimmy Popeye Doyle, de "Il Braccio Violento Della Legge", di William Friedkin, cui fecero seguito altri grandi titoli come "Lo Spaventapasseri" (1973), di Jerry Schatzberg, "La Conversazione" (1974), di Francis Ford Coppola, altra interpretazione da incorniciare, "Frankenstein Junior" (1974), di Mel Brooks, dove regala una irresistibile caratterizzazione comica, "Quell'ultimo Ponte" (1977), di Richard Attenborough, fino ad arrivare a "Superman" (1978), nei panni del villain Lex Luthor, che riprenderà anche in "Superman II" (1980) e "Superman IV" (1987). Verso la fine degli anni 80, dopo diversi prodotti per lo più commerciali, con scarso riscontro di pubblico, ed altri più fortunati, come "Senza Via Di Scampo" (1987), di Roger Donaldson, si afferma nuovamente con importante ruolo, l'agente Rupert Anderson, in "Mississippi Burning" (1988), di Alan Parker, che gli vale la quarta nomination all'Oscar, oltre che l'Orso d'Argento a Berlino, mentre per la sua seconda affermazione agli Academy Awards dovrà attendere il 1993, grazie all'interpretazione del malvagio sceriffo Bill Daggett, ne "Gli Spietati", di Clint Eastwood. Tra i suoi ultimi lavori, prima del definitivo ritiro dalla scene, nel 2004, si ricordano "Il Socio" (1993), di Sydney Pollack, "Potere Assoluto" (1997), di Clint Eastwood, "Nemico Pubblico" (1998), di Tony Scott", "I Tenenbaum" (2001), di Wes Anderson, "La Giuria" (2003), di Gary Fleder
Ricordato con grande commozione nella serata degli Oscar 2025 da uno dei suoi piu grandi amici, l'attore Morgan Freeman, ha espresso il suo grande dolore bel ricordo del grande attore americano.

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Ultimo aggiornamento: 04/04/2025 19:14